Lunedì 04 Febbraio 2013

Bergamo, ci sono più case che famiglie
In forte crescita il numero degli sfratti

La casa è, oggi, un problema, anche a Bergamo. È un problema per molti: chi non ce l'ha, chi vorrebbe averla, chi l'ha persa, chi per averla è stato costretto ad impegnare una quota sproporzionata del proprio reddito (presente e futuro), chi sacrifica gran parte dello stipendio per l'affitto, chi vive in case pubbliche all'interno di quartieri degradati, chi rimanda scelte di vita e viene condizionato nella propria autonomia perché “come faccio con la casa?”, chi ha costruito case ma non riesce a venderle.

Una parte dei problemi legati alla casa è da collegarsi al malfunzionamento del mercato immobiliare negli ultimi anni. Anche a Bergamo, ci sono cittadini senza casa (o che faticano per averla) e case senza cittadini. È una situazione contraddittoria dalla quale bisogna trarre spunti utili, costruendo politiche adeguate, per poter risolvere questo cortocircuito del mercato immobiliare, ritrovando un rinnovato equilibrio tra il diritto alla casa e il mercato.

È quanto emerso da un convegno che Cgil, Fillea Cgil e Sunia hanno promosso lunedì mattina alla sala del Mutuo Soccorso, conmvegnonel quale è stata fornita anche una serie di dati sullasituazione abitativa in città.

Nella nostra provincia - sostiene Cgil - nel 2011 risiedevano 1.087.401 persone e 443.915 famiglie. nello stesso anno lo stock abitativo residenziale della provincia di Bergamo era pari a 534 mila unità. Dunque, secondo Cgil, non è errato dire che non esiste un fabbisogno abitativo in provincia di Bergamo, dato che - banalmente - ci sono più case che famiglie. Questo significa che non c'è domanda abitativa. Se esiste, ed esiste, un problema abitativo questo non è un problema di quantità. In altre parole, secondo Cgil, non ci si deve chiedere quante case mancano ma quali case mancano.

La casa può diventare un problema quando assorbe una porzione troppo rilevante del reddito familiare. Dal 2010 al 2011 la provincia di Bergamo ha avuto il maggior incremento rispetto alle altre province lombarde per le spese legate all'abitare. L'abitare assorbe in media quasi un terzo dei redditi familiari.

Al di là del numero di sfratti in aumento, ciò che rileva l'indagine Cgil è l'aumento degli sfratti per morosità. Nel 2011 più dell'80% degli sfratti è stato dovuto alla morosità. Nel 2009, nella Bergamasca, gli sfratti sono stati 1097, di cui 975 per morosità (538 in città); nel 2010 gli sfratti sono stati 1035, ci dui 836 per morosità (343 in città), mentre nel 2011 gli sfratti sono stati 1.234, di cui 997 per morosità (119 in città). Calano dunque gli sfratti in città e aumentano in provincia.

Il prezzo delle abitazioni in vendita in provincia di Bergamo è calato lievemente rispetto agli anni scorsi. Si è passati da un dato medio provinciale pari a 1.062 euro per metro quadrato del 2006 a 1.345 euro al mq nel 2011, calo più vistoso in provicnia che in città.

Crollato anche il numero delle compravendite: dal 2006 al 2011, nella Bergamasca, è sceso del 40%.


a.ceresoli

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