Lunedì 22 Settembre 2014

Bossetti respinge tutte le accuse

«Mai video su internet con minori»

Massimo Bossetti, il presunto assassino di Yara

Il dna sugli slip di Yara? «Non riesco a capire come sia finito lì». I presunti accessi a siti internet pedopornografici? «Mai cercato o guardato materiale di quel tipo». Le contraddizioni sugli spostamenti dal cantiere di Palazzago il 26 novembre 2010? «Non ricordo con precisione quando sono andato via».

Emergono nuovi particolari sull’interrogatorio del 6 agosto scorso a Massimo Bossetti, l’artigiano di Mapello in cella con l’accusa di essere l’assassino di Yara. Quella mattina Bossetti è stato sentito dal pm Letizia Ruggeri. Ad assistere l’artigiano gli avvocati Claudio Salvagni e l’avvocato Silvia Gazzetti.

Durante l’interrogatorio, racchiuso in un verbale di 80 pagine, gli inquirenti si soffermano su vari punti. Innanzitutto, il traffico internet del pc di Bossetti (in uso a tutta la famiglia) nel quale le analisi disposte dalla procura avrebbero rilevato accessi a siti pedopornografici digitando nei motori di ricerca la parola «tredicenni»: Bossetti su questo punto risponde di non aver «mai fatto ricerche di questo tipo», né «fatto accesso o guardato video con minori».

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