Martedì 25 Febbraio 2014

Un’altra truffa dello specchietto

Un’impiegata: «Ho avuto paura»

Attenzione alla «truffa dello specchietto»

Un’altra truffa dello specchietto. A denunciarla una lettrice del sito web che si chiama Gina e che ha scritto una mail alla nostra redazione. «Premesso che non ero a conoscenza di tale modalità, mentre mi avviavo al lavoro verso le ore 11 di martedì 25 febbraio, nel tragitto di Bottanuco industriale ho adocchiato una macchina parcheggiata di colore grigio metallizzata (probabilmente era una Golf) - scrive la lettrice -: affiancandola durante il passaggio ho sentito un botto come se un sasso avesse colpito la carrozzeria». A quel punto l’auto si avvicina: «Suonando il clacson, le persone in auto mi hanno invitato a fermarmi dicendomi se non mi ero accorta di aver rotto la freccia del loro specchietto durante il passaggio».

«Al momento - continua la mail - ho negato perchè non mi sono fidata: a bordo c’erano due ragazzi di circa 25 anni e un altro intorno ai 19. I loro visi erano sospetti e ho preferito non scendere dall’auto: loro hanno insistito sul danno e hanno detto che avrebbero chiamato eventualmente le forze pubbliche».

A quel punto la lettrice è scesa dall’auto: «Non ho controllato la mia macchina, sono andata invece direttamente verso la macchina danneggiata: i giovani mi hanno mostrato la freccia nello specchietto del lato guida appena staccato, ma non rotto - continua il racconto -. Allora gli ho detto che, data la fretta, ci saremmo scambiati i numeri telefonici per poi stipulare la constatazione amichevole con l’assicurazione».

Ma la vicenda diventa sospetta e uno dei truffatori inizia ad addurre scuse: «Diceva che non era del luogo, ma di Padova, e che la macchina non era la sua - continua la lettrice -. Ho fatto notare che il danneggiamento poteva essere precedente e, controllando la mia macchina, gli ho fatto presente che non c’erano segni evidenti di un contatto». A seguire l’invito da parte dell’uomo di «risolvere la questione tra noi, senza vincoli assicurativi». Il comportamento di tre giovani si fanno sempre più insistenti: «Mi hanno chiesto 30 euro per “finirla velocemente” e il secondo ragazzo mi ha invitato a notare una riga nera sulla mia auto. La continua pressione mi ha portato ad accettare le sue condizioni: l’ho fatto per chiudere la cosa, con il timore che se mi fossi opposta, mi sarebbe accaduto qualcosa».

Raccontando quanto capitato a una collega, la donna è così arrivata a un precedente articolo e caso di truffa dello specchietto molto simile: «Sono tornata alla mia auto, per ricontrollare la riga nera sulla macchina e mi sono così accorta che era di gomma nera, che si toglie tranquillamente con il dito...». Da qui la truffa: «Trenta euro non mi hanno cambiato la vita, ma se avessi saputo di truffe simili avrei chiamato la polizia». E la donna sottolinea: «Quello che più mi ha spaventato è stata l’insistenza dei tre, i toni quasi di minaccia: avevo paura del loro modo di fare».

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