Caccia e richiami vivi: la Regione non accoglie la diffida del Governo

Caccia e richiami vivi: la Regione
non accoglie la diffida del Governo

La Giunta regionale della Lombardia ha stabilito di non accogliere la diffida del Governo ad annullare la delibera regionale che autorizza l’attivazione degli impianti di cattura di uccelli selvatici da utilizzare come richiami vivi.

Lo ha precisato una comunicazione del presidente Roberto Maroni, di concerto con l’assessore all’Agricoltura Gianni Fava

PARERE FAVOREVOLE DELL’ISPRA - «La delibera predisposta da Regione Lombardia sull’autorizzazione all’utilizzo dei richiami vivi - ricorda Fava - ha avuto fin da subito il parere favorevole dell’Ispra, che, ricordo, è l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale di emanazione anche del ministero dell’Ambiente; esito risultante dal fatto che abbiamo seguito tutte le procedure previste dalla normativa nazionale».

«Sia il Tribunale amministrativo regionale che il Consiglio di Stato hanno riconosciuto - aggiunge l’assessore - la legittimità dei nostri atti, rigettando la richiesta di sospensiva avanzata».

RISPETTO DELLE REGOLE - «Fin dal mio arrivo - ha aggiunto Fava - ho mantenuto, insieme alla Giunta regionale, un atteggiamento fermo nei confronti del mondo venatorio, avendo come principio ispiratore il rispetto delle regole. Adesso la stessa fermezza la stiamo dimostrando nei confronti del Governo che con un atto d’imperio vorrebbe spazzare via gli sforzi amministrativi, economici ed umani posti in essere da Regione Lombardia e dai cacciatori lombardi. Ci spingeremo fino a dove la legge ce lo consentirà per tutelare la nostra delibera e il duro lavoro fatto nell’ultimo anno».

La protesta dei cacciatori per i richiami vivi

La protesta dei cacciatori per i richiami vivi
(Foto by Bedolis)

PERCORSO NORMATIVO TRASPARENTE E LEALE - L’eventuale annullamento - spiega la Regione- violerebbe peraltro il principio dell’affidamento che l’amministrazione regionale aveva correttamente maturato nella legittimità del proprio operato, improntato alla costruzione di un percorso normativo in conformità con la Direttiva, alla prevenzione del contenzioso UE sin dal 2012 nonché alla massima trasparenza e leale collaborazione, ben prima del decreto legislativo 91/2014, con le competenti autorità statali ed europee.

LEGITTIMITA’ RIBADITA - Regione Lombardia, non aderendo alla richiesta del Governo ribadisce la legittimità del proprio provvedimento. A seguito della condivisione collegiale della posizione regionale, il presidente della Giunta regionale provvederà con propria nota al formale riscontro alla presidenza del Consiglio dei Ministri.


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