Campi addio tra Brebemi e Tav «Così cancellano il nostro lavoro»

Campi addio tra Brebemi e Tav
«Così cancellano il nostro lavoro»

Il racconto di un agricoltore: «Prima qua coltivavamo il mais. Adesso vedete cosa c’è. Io conto un giorno di tornare a seminarci sopra ma chissà quando potrò farlo».

Mentre parla Sergio Capoferri indica quella che, fino a pochi mesi fa, ad Antegnate, era un’area da cantiere per la costruzione dell’autostrada Brebemi-A35. Area che è stata utilizzata negli ultimi quattro anni prevalentemente come deposito di terra. E che si trova proprio a fianco dell’azienda agricola «Sergio e Claudio Capoferri», su un terreno di sua proprietà da 20 mila metri quadri. Su questo terreno i Capoferri coltivavano mais (destinato ai suoi allevamenti di maiali), e vorrebbe tornare a farlo.

«Ormai– dice Sergio Capoferri – viene usata come discarica da sconosciuti che ci buttano dentro rifiuti di ogni genere». Per questi ventimila metri quadri a Sergio e al fratello Claudio Capoferri è stata versata una indennità di occupazione stabilita in un contratto scaduto però a ottobre.

Non hanno, invece, ancora ricevuto nulla per i 6 mila metri quadri occupati tre anni fa per la piantumazione delle mitigazioni ambientali dell’autostrada. E nemmeno per i 9 mila metri quadri di terreni a cui non possono accedere perché «imprigionati» fra la Brebemi-A35 e il tratto in costruzione Treviglio-Brescia della Tav.


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