Mercoledì 02 Aprile 2014

Cardiopatico cerca esame di routine

«Guardi, passi a gennaio 2015...»

Quando allo sportello di prenotazione gli è stato risposto che quell’esame di routine - prescritto dal medico per prevenire possibili ricadute - lo avrebbe potuto eseguire solo a gennaio 2015, il nostro lettore cardiopatico è inorridito. «In privato però - ci ha scritto - bastano pochi giorni»

La lettera

«Spett.le redazione,

oggi mi sono recato all’ufficio prenotazione visite di Humanitas Gavazzeni. Sono una persona cardiopatica (ho avuto un infarto qualche anno fa, fortunatamente superato positivamente) e, come ogni anno, ho richiesto alcuni esami specialistici inerenti la mia patologia.

Pensavo di dover attendere e avevo messo in preventivo 2 o 3 mesi di attesa. Invece allo sportello mi è stato risposto che avrei dovuto aspettare gennaio 2015 (trattasi di esami di routine tra cui anche elettrocardiogramma da sforzo).

Ovviamente c’ era anche la possibilità di effettuarli in “privato”.

Vi risparmio la risposta di quanti giorni, ripeto giorni, avrei dovuto attendere, se avessi optato per questa soluzione a pagamento.

È pur vero che la sanità bergamasca è di qualità e di alta specializzazione poi però annega in un bicchier d’acqua nelle cose più banali e semplici. La prevenzione viene sempre raccomandata a tutti i livelli ma poi se non si fa in privato e a proprie spese tutto crolla.

A volte leggo i tempi medi di attesa necessari per effettuare un esame e pubblicizzati dai singoli ospedali. Certamente dover aspettare 9 o 10 mesi per una visita è un tempo troppo lungo e non è da Paese civile.

Ho voluto segnalare questo episodio, che mi ha coinvolto personalmente, ma che sono certo riguarda anche altre persone affiché possa far riflettere e sia di stimolo a chi di dovere a far funzionare al meglio la sanità bergamasca anche nelle operazioni ordinarie.

Ringrazio per l’attenzione e porgo distinti saluti».

Lettera firmata

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