Mercoledì 08 Agosto 2012

Caro Orio, quanto mi costi...
Sui parcheggi scoppia la polemica

In giorni di grandi flussi di viaggiatori, i parcheggi all'interno dello scalo di Orio al Serio finiscono sul banco degli imputati: tante le lamentele e i paragoni con gli altri scali (italiani e internazionali), pochi però i pareri positivi.

In particolare, il problema sorge per l'area a sosta breve (che ha una tariffa di cinquanta centesimi ogni 10 minuti) e per una piccola corsia gratuita dedicata al semplice carico-scarico di passeggeri e bagagli.

Per quanto riguarda la sosta breve le lamentele sono relative alla tariffa. «Troppo alta – sostengono i clienti– non ha senso prevedere una spesa anche per una sosta molto breve. Il principio non è accettabile. In molto scali italiani almeno i primi trenta minuti sono gratuiti, perché qui no?».

Il problema è che chi non intende parcheggiare qui , prende d'assalto la corsia gratuita per il carico e scarico bagagli, creando non pochi problemi visto che la sosta è consentita per soli 5 minuti.

«Dovrebbero essere più comprensivi» osservano i passeggeri.

C'è poi chi si ferma lungo la via che sta tra l'autostrada e lo scalo, creando problemi di traffico e soprattutto di sicurezza. 

Le polemiche si allargano infine al fatto che non si capisce dove si può lasciare la macchina, per quanto, a che tariffa, e non c'è un punto informazioni visibile a cui rivolgersi.

La risposta di Sacbo: «Ci pare opportuno sottolineare i tanti episodi di comportamento assolutamente insostenibile che vedono protagonisti gli automobilisti che pensano di accedere in aeroporto in barba a ogni regola o adottare strategie inosservanti il codice della strada, pur di non pagare il diritto di sosta. Ci si riferisce alla lunga fila di auto in divieto lungo la strada provinciale di accesso all'aeroporto e alle manovre selvagge che si compiono all'interno del sistema viario aeroportuale per accedere laddove non è consentito: sembra che in tanti siano preoccupati solo di evitare di entrare nelle aree di parcheggio e pagare il dovuto».

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a.ceresoli

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