Casnigo: invocano la benedizione
ma volevano rubare. Colpo in fumo

Un colpo ben architettato, fortunatamente sventato e concluso con la fuga dei malviventi. Era stato progettato nei minimi particolari il tentato furto organizzato nella serata di venerdì 25 luglio a Casnigo da tre persone, che hanno preso di mira la casa parrocchiale

Casnigo: invocano la benedizione ma volevano rubare. Colpo in fumo
La chiesa parrocchiale di Casnigo e, a sinistra, la casa parrocchiale

Un colpo ben architettato, fortunatamente sventato e concluso con la fuga dei malviventi. Era stato progettato nei minimi particolari il tentato furto organizzato nella serata di venerdì 25 luglio a Casnigo da tre persone, che hanno preso di mira la casa parrocchiale posta a pochi passi dalla chiesa di San Giovanni Battista, in piazza Bonandrini.

Nell’antico palazzo risiede l’arciprete don Giuseppe Berardelli. Nel tardo pomeriggio si sono presentate alla casa parrocchiale tre persone, due uomini e una donna, forse stranieri. Al citofono hanno chiesto di poter parlare con il parroco, implorando una benedizione in coincidenza con le celebrazioni di questi giorni.

Carpita la buona fede del sacerdote sono entrati nell’atrio a pian terreno, ma solo due di loro sono saliti nello studio che si trova al piano superiore. Il terzo malvivente ha armeggiato attorno ai cardini delle porte di accesso, facendo in modo che apparissero in perfetto ordine. Al contrario potevano essere successivamente aperte con una spallata dall’esterno.

Certi che l’arciprete e gran parte della gente sarebbe stata alla Santissima Trinità, dopo le 20 sono tornati alla casa parrocchiale, entrando grazie alla manomissione dei serramenti. Si sono mossi verso lo studio del parroco, pronti a scassinare la porta, ma sono stati costretti alla fuga dalla presenza del fratello dell’arciprete, che dormiva in una camera.

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