Catalogna, il racconto dei bergamaschi «All’apertura dei seggi, il caos» - Video

Catalogna, il racconto dei bergamaschi
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«Ho visto un’anziana piangere dalla commozione, mentre usciva dal seggio. Ripeteva che quello era il voto più importante della sua vita. Ci siamo intrufolati dentro anche noi, facendo attenzione a non farci sorprendere dal servizio d’ordine. Volevamo vedere con i nostri occhi quello che stava succedendo».

L’intervento della Guardia civil, domenica mattina, nelle città della Catalogna, non è riuscito a chiudere il seggio della scuola «Nausica», nel centro di Barcellona, a due passi dalla Diagonal. Tra i tanti spagnoli che si sono stretti a difesa della loro postazione di voto, c’era anche Rebecca Frassini, consigliere comunale della Lega Nord a San Paolo d’Argon, facente parte di un gruppo di quattro leghisti partiti sabato mattina alla volta della Spagna per dare il loro sostegno agli indipendentisti catalani. Lo ha fatto all’esterno di uno dei seggi considerati meno a rischio della città, al 309 di carrer de Muntaner, dopo aver trascorso parte della notte per le strade.

«È stata una notte tranquilla – racconta Frassini –. Il caos è scoppiato alle 9, all’apertura dei seggi. La Guardia civil è riuscita a fare irruzione, ha strappato le urne di mano agli elettori. Noi al seggio siamo arrivati molto presto; la gente era lì fin dalle 5 per formare una barriera umana in modo da contrastare il tentativo di repressione della polizia. Per ore le persone hanno continuato ad arrivare con le schede in mano, portate da casa».


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