Cene, brucia il villino di Gamba
Nuovo giallo sul caso Valbondione

Il dubbio si insinua come le scintille che ancora a tarda ora fioccano a terra dalle travi. Incendio doloso? Lo stabiliranno i rilievi dei vigili del fuoco e dei carabinieri, accorsi ieri sera numerosi sul monte Bue, sopra Cene, mentre una casa - e che casa - era avvolta dalle fiamme.

Il dubbio si insinua come le scintille che ancora a tarda ora fioccano a terra dalle travi. Incendio doloso? Lo stabiliranno i rilievi dei vigili del fuoco e dei carabinieri, accorsi ieri sera numerosi sul monte Bue, sopra Cene, mentre una casa - e che casa - era avvolta dalle fiamme.

Il dubbio si insinua perché il villino andato per buona parte in fumo è di Gianfranco Gamba, coinvolto nell’inchiesta che ruota intorno a Benvenuto Morandi, il sindaco di Valbondione ed ex direttore del Private banking di Intesa Sanpaolo a Fiorano, dove Gamba è cliente vip.

È proprio lui, l’imprenditore del gruppo Pezzoli di Gazzaniga (ha sposato Mariuccia di Texcene e del Ricamificio Pezzoli) ad aver sollevato lo scandalo degli ammanchi, dopo avere scoperto alla fine di giugno che dal suo conto era partito un bonifico da 400 mila euro a sua detta mai disposto né autorizzato.

La casa, una tra le tante splendide ville che punteggiano il monte qui chiamato Bo’, è adagiata al centro di un grande prato tondeggiante e si affaccia come un balcone sulle luci di Leffe. Ma le luci accese a giorno ieri sera erano altre: quelle delle autobotti dei vigili del fuoco accorsi per domare l’incendio.

Fino a tarda ora, mentre i vigili del fuoco erano al lavoro per mettere in sicurezza una tettoia con tanto di fiamma ossidrica, le scintille ancora sprizzavano dalle robuste travi in rovere di quella che parrebbe la porzione ristrutturata più di recente, con il grande camino al piano terra rimasto intatto e il piano superiore del quale non resta che l’intelaiatura. Centocinquanta metri quadri di superficie andati in fumo, e danni ancora da quantificare. Incidente o dolo? Questa ultima pista non è esclusa, anzi.

Strana coincidenza, il rogo di ieri nel vivo dell’inchiesta, o le ammissioni di Gamba hanno spinto qualcuno al dispetto? L’imprenditore, che è rimasto ieri sul posto fino a tarda sera, lamenta un buco da oltre 10 milioni di euro, nei capitali che Morandi gestiva per lui «in piena fiducia». La gran parte si sarebbe riversata, negli anni, nei conti corrente di Mountain Security, società fino al 19 giugno scorso di Gamba, e di Stl, la società partecipata al 41% dal Comune di Valbondione e per il restante 58% proprio dalla Mountain. Gamba sostiene anche di non aver mai saputo nulla di come venissero gestiti i suoi soldi e ha disconosciuto la «sua» firma apposta in calce a parecchie distinte. Come pure afferma di non aver mai messo piede in un’assemblea della Società sviluppo Lizzola. Con l’incendio di ieri sera il mistero diventa ancora più fitto.

Lo chalet di famiglia che sorge sul monte Bue, sopra l’abitato di Cene, dove i proprietari trascorrono il periodo estivo, ha preso fuoco ieri sera per cause in corso di accertamento ed è andato distrutto quasi completamente. L’allarme è stato dato attorno alle 19 dagli abitanti della zona (un’area suggestiva costellata di villette immerse nel verde raggiungibili da un intrico di strade dove non è facile orientarsi) che hanno visto levarsi dal bosco alte fiamme che indicavano un rogo di grandi dimensioni in atto.

Sul posto sono confluiti sei mezzi dei vigili del fuoco di Gazzaniga e di Clusone, i volontari della Protezione civile di Albino con altri automezzi fuori strada (la via di accesso non era agevole per la forte pendenza del terreno) e i Carabinieri della stazione di Fiorano al Serio. La scena che si è presentata ai soccorritori (una ventina complessivamente) è stata quella di un rogo che stava divorando il villino mandando in fumo le strutture in legno che lo componevano. Malgrado i potenti getti d’acqua, l’incendio faticava a spegnersi.

Solo dopo un’ora l’incendio è stato domato, lasciando intravedere tra il fumo, le travi annerite e i mozziconi di legno arso. Uno spettacolo desolante al quale hanno assistito impotenti i vigili del fuoco, i membri della famiglia Gamba e alcuni curiosi che abitano nella zona. Circa le cause del repentino svilupparsi del rogo i carabinieri di Fiorano presenti sul posto non hanno espresso alcuna valutazione preferendo attendere l’esito del rapporto dei tecnici.

Lo stesso atteggiamento è stato tenuto dai vigili del fuoco che non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito, scegliendo la strada della cautela. Tuttavia l’ipotesi dell’atto doloso non è stata scartata (le fiamme si sono sviluppate in due punti opposti e lontani dello chalet) ma solo subordinata al reperimento di prove ed elementi in grado di suffragare questa ipotesi.

A quanto risulta Gianfranco Gamba, accorso ieri sera sul posto al primo allarme, non avrebbe ricevuto minacce o telefonate minatorie e non è in grado di spiegarsi l’accaduto. Sarà ora compito dei carabinieri svolgere le indagini anche col supporto di altri elementi che verranno raccolti oggi alla luce del sole.

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