Chiuso il supermercato Pam:
venti lavoratori in mobilità

Per l'ultimo giorno di apertura ha regalato risotto con i funghi e polenta a tutti i clienti: «C'era la fila che arrivava fino all'ingresso, ho fatto 75 chili di polenta e alle 11,30 era già finita. C'era gente con le lacrime agli occhi».

Per l'ultimo giorno di apertura ha regalato risotto con i funghi e polenta a tutti i clienti: «C'era la fila che arrivava fino all'ingresso, ho fatto 75 chili di polenta e alle 11,30 era già finita. C'era gente con le lacrime agli occhi, tanti anziani che ormai venivano da noi tutte le domeniche a comprare il pranzo pronto».

Renato Rodigari ha gestito lo storico supermercato Pam di via Camozzi in questi ultimi anni, dal 2010 fino al 20 marzo, data della sua chiusura. E da venerdì scorso i 20 dipendenti sono ufficialmente in mobilità.

Il Pam è stato per anni il supermercato di riferimento per gli abitanti della zona: uno dei primi a inaugurare in centro, nel lontano 1967, in questi ultimi tempi aveva subito la concorrenza dei grandi centri commerciali ma aveva mantenuto lo «zoccolo duro» dei residenti, soprattutto gli anziani, che potevano andare a fare la spesa a piedi e che, la domenica, avevano anche la comodità di trovare un pasto caldo da portare via. Una novità introdotta proprio da Rodigari.

«Quando ho preso la gestione del Pam ho voluto riaprire la cucina e organizzare eventi particolari per attirare i clienti - spiega - puntando soprattutto sui prodotti tipici, come la polenta, e i piatti pronti. Il lavoro andava bene, facevamo 150 piatti da asporto ogni domenica, ma i costi di gestione erano troppo alti e la struttura necessitava di urgenti lavori di ristrutturazione.

Così abbiamo chiesto alla proprietà Pam di venirci incontro: a inizio gennaio ho mandato la disdetta del contratto d'affitto, che sarebbe scaduto a novembre 2013, e ho aspettato una loro risposta. Loro non ci hanno potuto aiutare e così, a marzo, di comune accordo abbiamo rescisso il contratto e il 20 abbiamo chiuso i battenti».

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