«Cinque chiamate al giorno per anni»
Un lettore in crisi: è stalking telefonico

Lo hanno portato all’esasperazione con continue telefonate per convincerlo ad accettare una nuova tariffa telefonica. Ecco l’odissea di un lettore.

«Cinque chiamate al giorno per anni» Un lettore in crisi: è stalking telefonico

Dopo tanti tentativi per far cessare l’infinita serie di telefonate, ha presentato denuncia ai carabinieri. Ne ha spedito una copia alla compagnia telefonica e gli hanno assicurato che era tutto a posto. Dopo 10 minuti subito una nuova telefonata.

Ora sta pensando di fare come un avvocato: portare i disturbatori in Tribunale e chiedere un risarcimento.

La lettera
«Vorrei rendere pubblica la mia esperienza di abbonato al telefono e disturbato 5 volte al giorno, fino a 10 giorni fa da una compagnia telefonica. Hanno iniziato a chiamarmi da marzo 2014. Come tutti, alla prima volta, (sperando che non ci sia una seconda, ma è solo un’illusione) rispondo cortesemente che “non sono interessato ai loro servizi”.

Dopo un quarto d’ora, 2 ore, 5 ore e fino alle 9 di sera, compreso il sabato mattina e tarda serata, solito “ricorrente bombardamento”.

Inizio a scocciarmi di questo andazzo: ritengo che possa trovare i giusti consigli presso un’associazione di consumatori cittadina (ne evito il nome per evitare di metterne in luce la poca credibilità). Le risposte ricevute sono state fuorvianti: del tipo “si iscriva al registro delle opposizioni”, ma non lo posso fare perché il mio numero non compare negli elenchi, “cambi numero di telefono”, ma dovrei dare disdetta della linea e chiedere l’attivazione di un’altra. Una risposta non solo banale (ma cosa ci stanno a fare le associazioni di consumatori?) ma oltretutto onerosa, e che naturalmente non avrebbe portato alla risoluzione dell’annoso e ricorrente problema.

Oltretutto la compagnia telefonica per un certo periodo mi chiamava con il proprio numero ufficiale, appartenente alla direzione generale dell’azienda. Poi per un po’ hanno desistito: in particolare è accaduto tra giugno e settembre scorso; ma puntuali come un orologio svizzero, dai primi di settembre è tornato tutto come prima, 5 telefonate al giorno, distribuite nell’arco della giornata, tra numeri sconosciuti e interni strani. Ti portano all’esasperazione, per cui ho ritenuto opportuno fare un giro in internet per vedere che strategie adottavano un po ’ tutti per cercare di mettere fine a quello che può ritenersi uno “stalking telefonico”.

C’è chi avrebbe risolto acquistando un apparecchio telefonico del costo di circa 65,00 che consente di inserire in memoria i “numeri indesiderati” e che pertanto verrebbero bloccati, chi non essendo magari a conoscenza dell’esistenza di questo prodotto, in particolare un avvocato di Varese, sarebbe passato alle vie di fatto, avrebbe citato in giudizio la compagnia con contestuale richiesta di risarcimento al giudice dei danni morali, esistenziali. E a quel punto, sfruttando la sua attività di avvocato, si sarebbe fatto fare rilasciare una certificazione da uno specialista che queste telefonate ossessionanti gli avrebbero procurato inizialmente una situazione si stress, evoluta in ansia; pertanto si sarebbe fatto visitare da uno specialista e fatto rilasciare una relazione che la sua patologia era da ricondursi alle continue chiamate ricevute a tutte le ore del giorno, tanto da spingere a chiedere anche il ristoro (così si chiama in termini legali) del danno biologico.

Il 19 settembre mi reco presso una stazione dei carabinieri, il maresciallo controfirma la mia denuncia e la invio a un referente della Telecom, un certo sig ...., un referente addetto alla ricezione di denunce varie indirizzate alla compagnia telefonica. Il quale, già a partire dal mese di maggio (ma poi non passai all’azione) si sarebbe impegnato a far cessare le chiamate.

Ma così non fu: dopo solo 10 minuti trascorsi dall’invio della denuncia, torna ancora tutto come prima. Ho preso nota di giorno, ora e nome del chiamante, sempre la stessa compagnia. Il 10 ottobre ricevo con la posta la risposta dal servizio clienti, regolarmente protocollata e pertanto tenuta agli atti e che porta come oggetto “chiamate indesiderate verso il numero.....).

Una risposta che mi fa sorridere, firmata servizio clienti: di solito in una qualsiasi azienda, anche la più piccola che scrive, firma con il responsabile o amministratore delegato che dir si voglia. Evidentemente hanno i soldi da spendere in pubblicità ma non hanno un minimo di credibilità.

La conclusione della loro risposta? Cosi si discolpano: “Le comunichiamo che la linea .... non risulta essere presente nelle liste di contattabilità (una parolona) di .... per chiamate con finalità promo-pubblicitarie, ma che comunque abbiamo recepito (dopo un anno e mezzo, ndr) la sua volontà di non essere più contattato da ... per tale finalità”.

Dopo la ricezione della loro missiva ricevo ulteriori 9 telefonate: evidentemente non hanno recepito la mia volontà di non essere più disturbato, l’ultima delle quali, il 22 alle 19,15 dalla cortese signora Concetta, alla quale espongo inizialmente in maniera garbata e poi “di fuoco” le mie lamentele.

Si scusa assicurandomi che da parte della sua “agenzia” non avrei più ricevuto alcuna telefonata. Alla mia replica, scusi, ma ..., quante agenzie ha in Italia, 500? Sa perché non vorrei dovermi ripetere ad altri suoi colleghi quello che ho detto a lei. Mi risponde che non lo sa, e non può garantire nulla per le altre agenzie e che non sarebbero collegate in rete, ovvero inserendo il blocco su una, lo stesso non si estenderebbe a tutte.

Fine dell’odissea, speriamo, solo chiedendo il risarcimento dei danni in Tribunale si possa ottenere qualcosa, tutte le altre azioni non servono a nulla. Ringrazio per lo spazio dedicato, mi sono dilungato.
Cordiali saluti».

M. Ferrua

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Eco di Bergamo La persecuzione telefonica