Mercoledì 08 Gennaio 2014

Condannata la prostituta «Lalla»:

5 anni e mezzo per estorsione

Il tribunale di Bergamo in via Borfuro

È stata condannata a 5 anni e mezzo per estorsione Maria Teresa Scandella, detta «Lalla», di Mapello, una sessantina d’anni, quasi tutti trascorsi come prostituta. È il verdetto, scaturito mercoledì 8 gennaio, del processo che la vedeva imputata.

«Avevo risposto a un annuncio, per andare con una prostituta:

era la prima volta. Quando poi sono stato da lei dopo il rapporto ha preteso 500 euro dicendo che mi aveva filmato e minacciando di divulgare la cosa». «Mi ha fatto pagare tutte le sue spese per settimane, dopo che l’avevo contattata tramite un annuncio su un giornale: le ho dato assegni per 19 mila euro, e mi ha minacciato alla fine per averne altri».

A parlare così erano state le due presunte vittime: due storie distinte, ai danni di uomini sulla quarantina, che vivono con i genitori. La prostituta, che ha scritto anche un libro (dal titolo «Confessioni di una prostituta di provincia»), ha affrontato il processo essendo già in carcere per altre vicende.

Niente estorsioni, ma semplici regali e donazioni da parte di un amico con cui aveva un rapporto affettuoso. Questi erano stati i risultati delle ultime deposizioni testimoniali al processo per estorsione. Testimoni della difesa, ma il giudice evidentemente non ci ha creduto e per «Lalla» è arrivata la pesante condanna.

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