Covid, crollano i ricoveri. L’Aifa esamina la quarta dose per i soggetti fragili

Mentre continua la riduzione dei casi di Covid in Italia e si registra una netta flessione dei ricoveri, l’Agenzia italiana del farmaco il prossimo 25 febbraio dovrebbe avviare l’esame per autorizzare la quarta dose del vaccino anti Covid ai soggetti fragili.

La prima occasione sarà appunto quella di una riunione straordinaria della Commissione tecnico scientifica fissata per la prossima settimana. L’esame dei dati sarà avviato in seguito alla richiesta del Ministero della Salute. Già il 18 gennaio l’Ema aveva aperto ad un nuovo richiamo per le persone con sistema immunitario gravemente indebolito che hanno ricevuto 3 dosi per la vaccinazione primaria.

Alcune regioni, come il Piemonte, avevano già posto la questione al Ministero. Intanto la decrescita dei nuovi casi di Covid-19 è sempre più evidente in Italia nelle ultime settimane, accompagnata ora dal calo significativo dei ricoveri da tre mesi a questa parte, rileva la Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) che, sulla base dei dati raccolti nella rete degli ospedali sentinella, ha calcolato che in una settimana il numero dei pazienti Covid ricoverati è diminuito del 17%, mentre la gran parte degli ospedalizzati per Covid - il 72% - continua ad essere rappresentata da soggetti che non ha una adeguata copertura vaccinale o non è vaccinato.

Trend confermato nei dati giornalieri del bollettino del Ministero della Salute, che segnala mercoledì 16 febbraio 59.749 nuovi contagi nelle ultime 24 ore (martedì 70.852) con 278 vittime, in calo rispetto alle 388 di martedì. Il tasso di positività è al 10,7%, stabile, mentre sono 1.073 i pazienti in terapia intensiva, 46 in meno di martedì. I ricoverati nei reparti ordinari sono 15.127 (-475).

La curva dei ricoveri comincia dunque a scendere rapidamente: in una settimana, il numero dei pazienti Covid ricoverati è diminuito del 17% secondo la rilevazione Fiaso del 15 febbraio. Nei reparti ordinari la diminuzione dei pazienti, rispetto all’8 febbraio, si attesta al 16% mentre nelle intensive il calo arriva al 26%. La riduzione dei ricoverati, tuttavia, procede a ritmi differenti: negli ospedali del Nord il calo è stato del 29%. Nelle strutture del Centro i ricoveri sono scesi dell’11% mentre al Sud i pazienti si sono ridotti dell’8% . Oggi, afferma il presidente Fiaso Giovanni Migliore, «registriamo il primo netto calo dei ricoveri da tre mesi e questo dato è senz’altro il risultato delle misure adottate».

Resta tuttavia il dato critico legato ai non vaccinati, che in maggior numero rischiano l’ospedalizzazione. Il 72% dei ricoverati «per Covid», segnala Fiaso, non ha infatti copertura vaccinale adeguata (perché vaccinato da oltre 4 mesi o non ha fatto la dose booster) o non è vaccinato. Fiaso analizza anche il peso dei ricoverati «per Covid» e «con Covid»: nei reparti ordinari i primi, ovvero coloro che hanno sviluppato sindromi respiratorie e polmonari, costituiscono il 60% e si tratta per lo più di anziani affetti da altre gravi patologie. La percentuale di pazienti «con Covid», invece, è pari al 40%. E in Rianimazione, solo il 23% è ricoverato «con Covid».

Scendono invece più lentamente i ricoveri dei bambini monitorati nei 4 ospedali pediatrici e nei reparti degli ospedali sentinella Fiaso, con la percentuale di ospedalizzazioni calata in una settimana dello 0,9%. Inoltre, il 55% dei neonati ricoverati proviene da famiglie senza vaccinazioni complete o con non vaccinati.

Quanto al dato di mortalità da Covid, l’Eurostat evidenzia che l’eccesso di mortalità nell’Ue è aumentato nell’autunno 2021, con un nuovo picco del +26% a novembre e chiudendo il 2021 a +23%. Diversi i dati tra gli Stati: dal +4% a dicembre in Svezia e +5,4% in Italia, fino al +69% in Polonia.

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