Coronavirus, si attende il nuovo Dpcm
I temi caldi, ipotizzati tre scenari di rischio

Niente lockdown nazionale, ma interventi differenziati a seconda di tre aree di rischio. E poi stop a centri scommesse, sale giochi, musei: trasporto pubblico locale al 50%, spostamenti limitati.

La curva dei contagi «corre», in Italia «la situazione è «in peggioramento» e il Governo si appresta per questa ragione a varare nuove misure restrittive entro mercoledì. In Parlamento, Giuseppe Conte presenta la prossima stretta per arginare il contagio. Lo fa illustrando soltanto alcune delle nuove regole, tra le quali un coprifuoco nazionale alle 21, la chiusura nel weekend dei centri commerciali, stop a mostre e musei, limiti agli spostamenti ma soprattutto l’individuazione di «tre aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive» ed un meccanismo automatico che porterà il ministero della Salute a emanare delle ordinanze di chiusura delle Regioni con l’indice Rt più alto».

Restrizioni ipotizzate per le Regioni con categoria «verde», se poi la Regione dovesse entrare nella categoria «arancione», scatteranno in automatico misure più restrittive; se poi passasse alla categoria «rossa», le misure si farebbero ancora più rigide.

Inoltre, insieme con la stretta su mostre e musei, Conte ha annunciato quella anche sulle cosiddette macchinette che, dunque, torneranno a spegnersi nelle prossime ore. Resteranno «aperti», invece, Lotto e Superenalotto, le lotterie italiane che erano state costrette a sospendere i concorsi il 21 marzo scorso, in piena crisi sanitaria. Uno stop durato 45 giorni, fino al 4 maggio - in concomitanza con la Fase 2 - che è costato all’Erario, stando ai dati riportati dagli analisti, una perdita di circa 25 milioni di euro al giorno.

LE MISURE NAZIONALI
In Parlamento il premier Giuseppe Conte parla di un «nuovo corpus di misure restrittive» indicando sette interventi che riguarderanno tutto il Paese: la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali, ad eccezione delle attività essenziali presenti all’interno (farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabacchi e edicole); la chiusura dei «corner» adibiti alle attività di scommesse e giochi ovunque siano collocati, dunque stop alle slot machine nei bar e dai tabaccai; la chiusura di tutti i musei e di tutte le mostre; la riduzione della capacità di riempimento di bus e metropolitane del trasporto pubblico locale con la capienza che passa dall’80% al 50%, una misura chiesta da mesi dal Comitato tecnico scientifico per ridurre la diffusione del contagio. Nel Dpcm viene inoltre prevista la didattica a distanza al 100% per le scuole di secondo grado, dunque per le superiori, anche se la formula utilizzata dal premier in Parlamento - «anche integralmente» - non chiarisce se si tratti di un obbligo o di una scelta lasciata agli istituti. Scuola dell’infanzia, elementari e medie continueranno invece ad essere in presenza, salvo che si trovino nelle aree in cui scatteranno ulteriori limitazioni a causa di un livello di rischio più alto.
Gli ultimi due provvedimenti a livello nazionale riguardano il limite agli spostamenti da e per quelle regioni che hanno elevati coefficienti di rischio - che potrà essere derogato solo per comprovate esigenze lavorative, motivi di studio, salute e necessità - e il coprifuoco. Su quest’ultimo punto la discussione nel governo è ancora aperta: Conte ha parlato di «limiti alla circolazione nella fascia serale più tarda», il che sembrerebbe far decadere l’ipotesi di un coprifuoco alle 18. L’ipotesi emersa nel corso della riunione dei capidelegazione della maggioranza è di uno stop alle 21, ma non c’è ancora accordo. Tramontata definitivamente, invece, l’idea circolata ieri di una sorta di «lockdown generazionale», che prevedeva l’obbligo per gli anziani di restare a casa.

Il dettaglio del Dpcm, però, ancora non c’è. E questo perché il governo continua a duellare con i governatori, contrari all’idea di chiusure mirate dei territori, favorevoli invece a paletti nazionali uniformi.

ITALIA DIVISA IN 3 FASCE
Alle misure nazionali si affiancheranno interventi mirati a livello locale. «Anche perché - ha spiegato il premier - oggi un regime restrittivo indistinto avrebbe un duplice risultato negativo»: non consentirebbe di adottare misure efficaci nei territori più a rischio e imporrebbe misure troppo severe laddove non sono necessarie. Dunque l’Italia sarà divisa in 3 zone: «si stabiliscono dei criteri - spiegano fonti di governo - che fanno scattare un automatismo; a determinati scenari, corrispondono determinate misure».
Nella prima fascia ci saranno le Regioni considerate a «rischio più alto», dunque quelle dove la situazione è compatibile a quella ipotizzata nello «scenario 4» del documento dell’Iss: un Rt sopra l’1,5 e una «trasmissibilità non controllata» del Covid. Con i dati attuali ci finirebbero il Piemonte, la Lombardia - entrambi con Rt sopra il 2 - e la Calabria ma la situazione potrebbe cambiare: nelle prossime ore saranno disponibili i dati aggiornati del monitoraggio, con il Cts che si riunirà per analizzarli in modo da consegnare al governo la «fotografia» più attuale della situazione epidemiologica in Italia.Questa è la fascia in cui sono previste le misure più restrittive: dai lockdown locali a livello provinciale per almeno 3 settimane alla limitazione della mobilità individuale fino alla chiusura dell’intera Regione ad eccezione delle attività essenziali. In questa fascia si è già posta, autonomamente, la provincia di Bolzano: dopo aver lasciato aperti bar e ristoranti in contrasto con il Dpcm del 24 ottobre, ora ha annunciato un lockdown di 3 settimane.
In seconda fascia ci sono invece tutti quei territori in cui il fattore di rischio è compatibile con lo «scenario 3», con un Rt tra 1,25 e 1,5 e una «trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo». In questo caso sono previsti interventi «lievemente meno restrittivi» ha detto il premier. Quali? Chiusura di attività, limitazioni alla mobilità in comuni e province, chiusura di scuole e università in base alla situazione epidemiologica.
Nell’ultima fascia, la terza, finiranno invece tutte le Regioni che hanno un indice di rischio compatibile con lo «scenario 2», dove l’Rt è tra l’1 e l’1,25. Stando all’ultimo monitoraggio disponibile, in questa fascia oggi ricadrebbero solo la Basilicata (1.04) e la Sardegna (1.12).

Conte si è presentato alla Camera sollecitando anche il confronto con i gruppi di opposizione, in nome dell’emergenza. Una linea che ricalca l’appello all’unità che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella consegna a Stefano Bonaccini e Giovanni Toti, rispettivamente presidente e vicepresidente della Conferenza delle Regioni: «Serve un dialogo costruttivo e una collaborazione tra le istituzioni», è il messaggio del Capo dello Stato.

Incassato il voto in Parlamento per il capo del governo si apre una vera e propria corsa contro il tempo per arrivare alla stesura e pubblicazione del nuovo dpcm. Una strada che al momento è tutta in salita tanto che nei capannelli di Montecitorio inizia a farsi strada la possibilità che il testo non veda la luce nemmeno martedì. La riunione della mattina tra lo Stato e le Regioni ha fatto registrare l’ennesima fumata nera tanto che il governatore del Veneto Luca Zaia bolla l’incontro come «interlocutorio» preannunciando un nuovo round in nottata dopo le conclusioni dei lavori parlamentari. Tra i punti più contestati c’è quello della scuola. L’idea del premier è di portare la didattica a distanza al 100% per le superiori, già in atto in Lombardia.

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