Sabato 30 Agosto 2014

Decentramento e partecipazione

Nasce il delegato di quartiere

Eliminazione delle consulte territoriali e nascita di un sistema creato a partire dal confronto con le reti sociali: è stato approvato da una delibera di giunta ed è in attesa del nulla osta del Consiglio Comunale del prossimo 8 settembre il nuovo progetto di decentramento e partecipazione pensato dall’amministrazione Gori, che si baserà principalmente sui quartieri, unità territoriali che i cittadini conoscono e nelle quali si riconoscono.

“Il punto di partenza saranno – spiega l’assessore alla coesione sociale Maria Carla Marchesi – i 23 quartieri di Bergamo, 18 dei quali hanno al loro interno reti sociali. Le reti (composte da associazioni, istituzioni come scuola e parrocchie, e soggetti che si occupano di servizi di vario titolo) sono diverse tra loro ma sono tutte una risorsa del tessuto sociale. L’intenzione è quella di estenderle anche nei quartieri che, per ora, non le hanno (come quelli dei Colli, del Centro, e di Carnovali) e in quelli che le stanno strutturando (come alla Malpensata e a Grumello al Piano).”

A coordinare le attività nelle reti verrà inserita una nuova figura, quella del Delegato di Quartiere, figura professionale, presente sul territorio a tempo pieno e con orari flessibili. “Il Delegato – continua Marchesi – sarà un motore della rete, promuoverà le relazioni tra i componenti e si attiverà nell’interpretazione dei bisogni e nella ricerca di risposte e risorse; avrà anche un ruolo di legame e referenza con l’amministrazione, per garantire risposte corrette alle istanze presentate. I Delegati saranno 7, scelti tra i dipendenti comunali o tra figure professionali altre in possesso di competenze nella gestione delle relazioni nelle comunità, e ognuno di essi si occuperà di due o tre quartieri.”

Il gruppo dei Delegati si riunirà in un coordinamento congiunto con il gruppo di coordinamento interassessorile già operante presso l’amministrazione, costituito dai referenti dei servizi sociali e dei servizi alla persona. Saranno poi presenti altri due referenti: uno tecnico–amministrativo, per agevolare i processi burocratici, e uno per la co-progettazione con il terzo settore.

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