Venerdì 14 Marzo 2014

Dopo la «Grande bellezza»

c’è il sogno di Bergamo bella

Toni Servillo in una immagine di scena del film «La grande bellezza» di Paolo Sorrentino

Dalla «Grande bellezza» alla bellezza di Bergamo. Luca Bigazzi, uno dei più importanti professionisti nel mondo della cinematografia e direttore della fotografia del film di Paolo Sorrentino che ha appena vinto l’Oscar, giovedì 13 marzo era a Bergamo per promuovere il progetto di un giovane originario di Città del Messico ma cresciuto a Bergamo, Ruben Antonio Perez Becerril, che ha frequentato il Centro sperimentale di cinematografia a Roma ed è tornato a Bergamo per realizzare un cortometraggio sulla bellezza della città.

L’idea è stata presentata ieri mattina all’assessore alla Cultura Claudia Sartirani, che ha ricevuto Bigazzi e Becerril, ascoltando la proposta, che prevede anche una conclusione importante del cortometraggio con presentazione al Teatro Sociale o al Donizetti.

«Intendiamoci - precisa Sartirani - al momento non c’è ancora nulla da parte del Comune. Per patrocinare l’iniziativa serve valutare anzitutto quanto sia condivisa e poi bisogna vederne la sostenibilità. Certo sarebbe una buona occasione per la promozione culturale della nostra città».

Piedi di piombo, dunque, anche se l’assessore non nasconde come la proposta sia lusinghiera e la presenza e la parteciopazione all’avventura bergamasca di Bigazzi - «una figura talmente importante, che ha lavorato al film appena premiato con l’Oscar anche per il suo eccezionale contributo. Un vero promotore della bellezza dell’Italia» - lascia immaginare la possibilità di una realizzazione di grande impatto.

«Con me ha trovato certamente terreno fertile - racconta ancora Sartirani - pur muovendomi con la prudenza necessaria, anche in vista dei diversi passaggi che l’iniziativa deve rispettare». La proposta viene da Ruben Becerril, quasi 24enne, che pure ha già maturato, nel campo della fotografia e della cinematografia un’esperienza significativa, coltivata in particolare con gli studi alla scuola di Roma. All’esperienza, Ruben accosta una spiccata sensibilità per la città di Bergamo e soprattutto una forte determinazione.

«Ho bussato - racconta Ruben - a tante porte proponendo il progetto del cortometraggio per cercare sostegni e sponsor. Sono convinto che la nostra città meriti di essere valorizzata nei suoi molti aspetti. Ho raccolto tra l’altro molti giovani cineasti disposti a venire a Bergamo e lavorare con me al progetto».

Perché spostare un’intera armata cinematografica da Roma? «Perché la mia città è bellissima. Ogni volta che la lascio per tornare a lavorare nella capitale mi porto negli occhi oltre che nel cuore l’immagine della città, alta sul colle, vista dall’aereo mentre si allontana, salutando a poco a poco i particolari del suo mirabile profilo, tra torri e campanili. Persino il premio Nobel Hermann Hesse chiamò il Palazzo Terzi e la piazza che lo circonda “l’angolo più bello d’Italia” e apprezzò profondamente Bergamo. Questa è la città che voglio mostrare a tutti, convinto che possa parlare agli occhi e al cuore di ogni persona».

Alberto Campoleoni

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