Domenica 14 Settembre 2014

Ecco il guardiano elettronico

che aiuterà gli alpini orobici

Ecco un modello di Guardian

Gli alpini bergamaschi, che domenica 14 settembre si riuniscono a Torre Boldone per l’adunata sezionale, sono legati al passato dei propri «veci», ma sanno guardare al futuro e rinnovarsi: si sta infatti concludendo in questi giorni l’acquisizione di un’importante strumentazione che sarà presto in uso alla Protezione civile.

«La sezione di Bergamo – annuncia con un certo orgoglio il presidente Carlo Macalli – avrà a disposizione un Guardian e un drone da utilizzare in situazioni di emergenza o nella prevenzione». Un grande risultato per la sezione più numerosa d’Italia con oltre 21 iscritti alpini, unica fino ad ora a decidere di implementare il proprio equipaggiamento con strumentazione così all’avanguardia.

Il Guardian è uno strumento dotato di torre telescopica che può raggiungere i 13 metri di altezza con sistema idraulico che permette di operare rapidamente sulle apparecchiature per calibrarle nel modo più corretto. Seconda caratteristica, la straordinaria autonomia energetica che garantisce tre mesi di funzionamento.

Questo particolare apparecchio è utilizzabile per monitorare a distanza ampie aree di territorio interessate per esempio da movimenti franosi, valanghe o da fenomeni alluvionali: «Dal punto di vista della prevenzione il Guardian permetterà di tenere sotto controllo 24 ore su 24 eventi in atto senza la presenza di personale, perché il controllo remoto è possibile con un sistema satellitare attraverso pc, tablet o notebook, ma anche con un semplice smartphone, indifferentemente su piattaforme Apple, Windows e Android». Le telecamere sono ad alta sensibilità ed a raggi infrarossi, permettendo così la visione notturna. Il modulo ha un ingombro pari a 2 metri per 1,2 di altezza e 1,2 di larghezza ed è facilmente trasportabile attraverso un carrello, od anche, se necessario, l’elicottero.

Il sistema è completato da un drone che permetterà la visione dall’alto di intere porzioni di territorio in situazioni di emergenza, per consentire anche ai volontari di operare in sicurezza: «La nuova strumentazione mira infatti alla prevenzione, ma anche a garantire ai nostri uomini di lavorare sempre più riducendo rischi e pericoli», precisa il presidente, ricordando che ad agosto è stata fatta una sperimentazione per valutare la capacità operativa del sistema durante un’esercitazione della Protezione civile in Valle di Scalve, sul torrente Dezzo. Una squadra, in particolare, frequenterà corsi specifici di formazione per utilizzare queste apparecchiature tecnologicamente sofisticate, che arriveranno nella sede dell’Ana, in via Gasparini, entro fine anno.

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