Emergenza sfratti, Cgil, Cisl e Uil
«I Comuni agiscano. Subito»

Anche in terra bergamasca quella degli sfratti è una vera emergenza. «Non ci sono scuse per azioni dilatorie, questa è una priorità, i Comuni devono agire». Lo dicono - tutti insieme - i sindacati degli inquilini di Cgil, Cisl e Uil.

Anche in terra bergamasca quella degli sfratti è una vera emergenza. «Non ci sono scuse per azioni dilatorie, questa è una priorità, i Comuni devono agire». Lo dicono - tutti insieme - i sindacati degli inquilini di Cgil, Cisl e Uil.

In terra orobica - hanno spiegato Sunia, Sicet e Unione Inquilini - secondo i dati del Ministero dell’Interno nell’arco del 2013 le sentenze sono state 1.002 (sfratti «emessi»), le richieste di esecuzione 2.055 (+ 20% rispetto al 2012), le esecuzioni con l’ausilio della forza pubblica 560 (+ 6%).

Siccome la perdita del lavoro è la causa principale della perdita della casa, è inutile sottolineare - hanno detto i sindacati - che se la crisi occupazionale continuerà ad aggravarsi aumenteranno gli sfratti. «Noi abbiamo proposte molto semplici e concrete: un vero piano strategico per la messa a disposizione di alloggi sociali (case popolari), senza nuova cementificazione ma attraverso il recupero del patrimonio esistente, a partire da quello pubblico inutilizzato e in disuso. In particolare ricordiamo al sindaco di Bergamo la priorità della sistemazione delle circa 200 case popolari chiuse perché prive dei requisiti per l’assegnazione».

Da luglio è in vigore il nuovo decreto attuativo che regola il funzionamento del fondo per la morosità cosiddetta incolpevole (cioè quella legata a casi di indigenza, perdita di lavoro, effettive difficoltà economiche). Le nuove norme - hanno precisato Pietro Roberti del Sunia, Roberto Bertola di Sicet e Fabio Cochis dell’Unione Inquilini - affidano ai Comuni il compito di compilare e comunicare alle Prefetture gli elenchi di conduttori in forte difficoltà affinché possano ottenere la graduazione degli sfratti (cioè la loro gestione più attenta, anche grazie allo stanziamento di fondi).

A Bergamo, ma anche negli altri Comuni formalmente definiti ad alta tensione abitativa nella nostra provincia, cioè Seriate, Dalmine e Torre Boldone, il decreto sembra non essere stato ancora preso in considerazione: per questo i tre sindacati hanno chiesto ufficialmente un incontro (dopo averlo fatto per iscritto con alcune lettere inviate nei giorni scorsi) ai sindaci dei quattro Comuni e al prefetto.

«Si sollecitano i Comuni della provincia di Bergamo ad alta tensione abitativa ad applicare immediatamente quanto previsto dall’articolo 6 comma 5 della legge 124/2013 in materia di graduazione degli sfratti. Una volta graduati gli sfratti i Comuni devono avviare le forme di accompagnamento sociale che possono essere messe in atto, come ad esempio un contributo fino a 8.000 euro, proveniente dalle risorse del fondo nazionale, per trasformare gli sfratti in contratti a canone agevolato, oppure per pagare la cauzione sempre per trasformare lo sfratto in nuovo contratto a canone agevolato, oppure per il passaggio da casa a casa in alloggi di edilizia residenziale pubblica».

Prima di tutto - hanno concluso Sunia, Sicet e Unione Inquilini - va interrotta l’emergenza sfratti applicando le norme sulla graduazione. Infatti da almeno 30 giorni (ma la legge è di 10 mesi fa) sindaci e prefetto sono inadempienti non applicando il decreto approvato dal Governo. «Come sindacati degli inquilini, attraverso i nostri uffici legali, abbiamo predisposto un modulo che intendiamo mettere a disposizione anche degli uffici comunali e abbiamo avviato, in maniera unilaterale, comunque da subito, la raccolta presso le nostre sedi delle autocertificazioni degli inquilini che provvederemo a consegnare ai Comuni».

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