Giovedì 19 Dicembre 2013

Fanno partire il treno, resta a terra

«Un pizzico di menefreghismo...»

«Segnalo l’ennesima disattenzione “odiosa” dell’ufficio movimento della stazione di Bergamo». Inizia così la lettera scritta da Luca, un pendolare sulla tratta MI-BG-BS.

«Treno 10811 delle 18.48 da Lambrate a Bergamo, parte con 10 minuti di ritardo da Lambrate. Arriviamo alle 19.43 a Bergamo al binario 3. Prevedendo la situazione, mi metto in prima carrozza. Appena il treno apre le porte, corro attraverso i binari per prendere il treno 4933 per Brescia delle 19.38 al binario 4».

«Quest’ultimo è a sua volta in ritardo, ma si appresta a partire esattamente mentre il treno da Milano è in arrivo. Nel tempo in cui corro verso il treno per Brescia, il controllore mi vede arrivare, ma comunque fischia e fa partire il treno. In questo modo lascia a terra tutti i pendolari provenienti da Milano e che dovevano prendere la coincidenza per Brescia, nonostante mi avesse visto benissimo».

Si tratta - commenta Lucia, un’altra pendolare - «dell’ennesima prova del fatto che basterebbe davvero poco per rendere la vita dei pendolari un pochino più facile. Innanzitutto ci auspichiamo che questa cascata di ritardi possa avere un termine o almeno un’attenuazione.

Ma, visto che la situazione sulla rete ferroviaria è critica e lo scaricabarile tra Trenord e RFI praticamente infinito, quanto meno costerebbe proprio poco che il personale addetto al movimento treni nella stazione di Bergamo si rendesse conto che - sebbene le coincidenze tra corse e tratte non esistano più - si può fare un favore ai pendolari cambiandogli anche la serata se, anziché salutarli simpaticamente mentre stanno perdendo un polmone cercando di prendere un treno.

Si attendesse un minuto in più per farli salire a bordo. Passare un’ora nel cantiere della stazione di Bergamo, solo per completa disattenzione e un pizzico di menefreghismo dell’ufficio movimento non piace francamente a nessuno. A meno che, chiaramente, Centostazioni sia messa così male da aver bisogno di manodopera dei pendolari che, nell’attesa, potrebbero sempre mettersi a tinteggiare il corridoio della stazione».

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