Federconsumatori e il codice di priorità
«Chi lo assegna e con quale criterio?»

«Pronto soccorso intasati. Il problema non è solo quello di chi abusa del servizio, ma anche: chi e con quale criterio assegna il “codice” di priorità?».

Federconsumatori e il codice di priorità «Chi lo assegna e con quale criterio?»

«Della questione Federconsumatori si interessa perché, proprio in seguito alla notizia che domenica scorsa c’è stato un super lavoro nei pronto soccorso degli ospedali di Bergamo e Seriate, abbiamo ricevuto una preoccupante segnalazione. Circa un mese fa, alle ore 19.30, una signora ebbe bisogno di cure perché accusava 41 gradi di febbre, convulsioni e perdita di coordinamento. Gli operatori del 118, chiamati d’urgenza a casa della malata, verificato i sintomi presenti e, dopo avere avvertito la centrale operativa, provvidero a trasportare la paziente al pronto soccorso dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII».

«Mentre erano in viaggio sul monitor dell’ambulanza comparve il codice assegnato per la sintomatologia descritta: Codice Verde. Con il Codice assegnato la Signora arrivata al pronto soccorso non venne guardata da un medico. Un’infermiera, in completa autonomia, vista la condizione febbrile, decise di somministrare una soluzione fisiologica per abbassare la temperatura. Da quel momento nessuno più controllò le condizioni della signora. Soltanto a mezzanotte intervenne un medico il quale fece somministrare antibiotici ed eseguire sistematici prelievi ed esami del sangue in quanto i “valori” accertati erano fuori norma».

«Alle ore 15 del giorno successivo (dopo essere stata in osservazione al Pronto Soccorso) la paziente venne ricoverata in reparto dove le fu inserito immediatamente un drenaggio nel rene a causa di una fortissima infezione in corso che avrebbe potuto degenerare in setticemia. Di qui la domanda e la preoccupazione: di fronte ad un uso molte volte indiscriminato del Pronto Soccorso, qual è la figura professionale che stabilisce l’urgenza degli interventi e relative precedenze da osservare?»

«La situazione descritta dimostra il rischio corso a causa di un “Codice verde” non verificato. Trasparenza vorrebbe che i Cittadini fossero informati delle procedure adottate».

Federconsumatori Bergamo

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