Giovani al lavoro a 300 € al mese «Partite Iva, nuovi servi della gleba»

Giovani al lavoro a 300 € al mese
«Partite Iva, nuovi servi della gleba»

Oggi per i sindacati non c’è più solo l’operaio da rincorrere, le classi sociali si sono mischiate e il caos normativo nei contratti ha creato quelli che il segretario Cgil di Bergamo chiama «i nuovi servi della gleba, insospettabili sono fino a qualche anno fa».

E chi sono? «Gran parte di loro - spiega Luigi Bresciani - sono quelli che una volta erano chiamati “colletti bianchi”: sono il popolo delle partite Iva, i giovani avvocati e architetti dentro gli studi professionali a 300 euro al mese, il lavoro autonomo e indipendente, i padroncini della subfornitura, i dipendenti delle cooperative sociali a 400 euro al mese».

Il segretario della Cgil è tornato così ad analizzare il ruolo del sindacato nel mondo del lavoro oggi, soffermandosi sulle aree ai margini. Per questo serve un nuovo modo di concepire il sindacato. Più moderno certo, ma anche più funzionale ai lavoratori, meno di apparato, più in grado di intercettare i bisogni in una società che muta in maniera rapidissima e che sui diritti è sempre meno disposta a fare concessioni.

Tanti giovani in cerca di lavoro

Tanti giovani in cerca di lavoro

Oggi sono diverse le categorie di lavoratori che più avrebbero bisogno di un sostegno sindacale. Di queste persone, ai più invisibili, «il sindacato non si cura – spiega Bresciani -, eppure sono loro i veri sfruttati, molto meno garantiti degli operai. Finora però ci siamo crogiolati nelle categorie che conosciamo, forse perché ci spaventa un mondo che non conosciamo».


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