Lunedì 17 Marzo 2014

Giunta Maroni, il bilancio di un anno:

«Tenere il 75% delle tasse? Non mollo»

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni durante la conferenza stampa organizzata a un anno dalla proclamazione
(Foto by Lombardia Notizie)

Meno tasse per i Lombardi, nonostante il momento economico sfavorevole, i tagli di Roma e le poche competenze della Regione in materia fiscale. Questo l’obiettivo raggiunto dalla Giunta Maroni nel primo anno di mandato. Nel giorno dell’anniversario della proclamazione (17 marzo 2013), il presidente ha presentato un bilancio dei primi 360 giorni di lavoro. “Voglio cogliere l’occasione di questo anniversario - ha spiegato Maroni in una conferenza stampa convocata nella Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli - per ricordare sommariamente le cose fatte e presentare l’iniziativa di venerdì prossimo (’Dillo alla Lombardia’, ndr), nel corso della quale l’operato della Giunta verrà giudicato dai diretti interessati, dagli stakeholder e dalle parti sociali”.

ZERO IRAP E ZES - Il presidente ha dedicato il primo capitolo della sua relazione alla diminuzione della pressione fiscale.

“Nonostante i tagli di Roma e nonostante la Regione abbia possibilità limitate di intervento in materia fiscale, abbiamo voluto dare un segnale significativo, riducendo le tasse.

Abbiamo investito 30 milioni di euro per abolire l’Irap ai giovani imprenditori che avviano una ’Start-up’ innovativa.

Inoltre, abbiamo approvato in Giunta, e ora è in discussione in Consiglio regionale, una proposta per l’istituzione di Zone economiche speciali. Ne parlerò anche con il presidente del Consiglio, che vedrò in settimana: si tratta di una risposta adeguata per risolvere i problemi delle zone di confine e si inserisce nella complessa questione dei frontalieri, che sta creando grandi tensioni sul territorio. Se ne sta discutendo anche a Roma, la proposta è all’esame della Commissione Attività produttive al Senato. Monitoriamo con molta attenzione quanto sta succedendo in Parlamento”.

ABOLITO BOLLO E RIDOTTI TICKET - Sempre in materia di riduzione dei costi per i cittadini Maroni ha ricordato l’abolizione del bollo auto: “Chi cambia una macchina inquinante con una più ecologica, non lo pagherà per i prossimi tre anni - ha detto -. È solo l’inizio di una politica di abolizione del bollo, che intendiamo proseguire e per la quale stiamo studiando nuove iniziative”.

“Un’azione importante - ha proseguito -, perché riguarda l’ambiente e si lega al nostro Piano aria: 91 interventi e 2 miliardi di euro fino al 2020 per investimenti antismog”. Infine l’importante taglio ai ticket sanitari: 54 milioni investiti per allargare la fascia di esenzione dei ticket, grazie ai quali 800.000 Lombardi adesso non li pagano più”. In materia sanitaria il presidente ha ricordato anche le somme stanziate (650

milioni) “per i nuovi ospedali e per l’ammodernamento di quelli esistenti, ai quali si aggiunge il grande progetto della ’Città della salute e della ricerca’ di Sesto San Giovanni, la cui realizzazione - ha concluso - sta procedendo secondo i tempi previsti”.

«CONTINUEREMO IN QUESTA DIREZIONE»

“La crisi economica ci impone di intervenire a sostegno dei lavoratori che perdono il posto di lavoro, a sostegno dei giovani che il lavoro non lo trovano e delle imprese in difficoltà. Il sostegno alle imprese e al lavoro sono una delle priorità dell’azione del Governo della Regione Lombardia, perché questa è la vocazione della Lombardia, l’attività imprenditoriale, artigianale e commerciale. La Lombardia è la locomotiva d’Italia e non solo. E sono molto soddisfatto per quello che abbiamo fatto finora e dei 5 miliardi che in questi primo anno abbiamo stanziato a sostegno del mondo produttivo e dei lavoratori”.

Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina a Palazzo Pirelli per illustrare il bilancio del lavoro svolto dalla Giunta regionale lombarda in questo suo primo anno di legislatura.

RISORSE PER IL SISTEMA IMPRENDITORIALE - “In questo primo anno - ha rimarcato il presidente Maroni - abbiamo messo a disposizione quasi 5 miliardi di euro, ripartiti in 2 miliardi per il consolidamento e la riorganizzazione del sistema lombardo delle garanzie, 20 milioni per la legge per la libertà d’impresa, 700 milioni per l’inserimento, la riqualificazione e la ricollocazione lavoratori, 150 per i cluster tecnologici che sono un’altra delle eccellenze lombarde, 500 milioni per l’accesso al credito, 80 milioni per gli Accordi di programma con il sistema camerale e, infine, un miliardo di euro per ’CreditoInCassa’, per pagare i debiti che i Comuni lombardi hanno nei confronti delle imprese, e 350 per ’CreditoAdesso’, per facilitare il finanziamento alle imprese in una fase di stretta creditizia. La vocazione della Lombardia è imprenditoriale, noi siamo la locomotiva d’Italia e il sostegno alle imprese è e continuerà a essere uno dei punti di riferimento della nostra azione di governo”.

“Sulle riforme come Regioni abbiamo deciso di presentare al Governo e al Parlamento una nostra proposta unitaria. Se il premier Matteo Renzi vuol davvero passare dal programma ai fatti, come facciamo noi, è il momento di fare una grande riforma costituzionale”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina a Palazzo Pirelli, per illustrare il bilancio del lavoro svolto dalla Giunta regionale lombarda in questo suo primo anno di legislatura.

BENE LA PROPOSTA DI CALDORO SULLE MACROREGIONI - “Mercoledì come Regioni - ha annunciato il presidente Maroni - ci riuniremo per definire la nostra proposta e giovedì la presenteremo al presidente del Consiglio. Condivido alcuni degli elementi citati in un’intervista odierna del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, che, un po’ provocatoriamente, dice che dobbiamo andare oltre le Regioni che ci sono adesso, metterle insieme nelle Macroregioni, perché quelle troppo piccole non funzionano. Non posso che essere d’accordo con lui. Se Renzi e la maggioranza accetteranno la sfida delle riforme, noi siamo pronti, nell’interesse di tutti. Ma attenzione, non deve essere una riforma che toglie i poteri alle Regioni, riportandole indietro al ruolo di semplice livello amministrativo magari mettendo un commissario per promulgare le leggi: bisogna andare oltre e questo significa lasciare alle Regioni che vogliono più funzioni e quelle che non vogliono o non possono le aiuterà lo Stato sulle funzioni che non possono esercitare. Serve un sistema che consenta a una Regione come la Lombardia, liberandoci dei pesi, di correre, perché noi siamo in grado di fare tutto”.

LOMBARDIA MODELLO BENCHMARK DI EFFICIENZA - “Confrontando la situazione della Lombardia in tutti i settori - ha quindi fatto notare Maroni - con quella delle altre Regioni, risulta che noi siamo la Regione che ha le migliori performance in tutto e, visto che oggi si sta pensando di modificare il sistema costituzionale, siamo convinti che il modello della Regione Lombardia possa essere preso come modello di riferimento per ridurre la spesa pubblica. Perché, se tutte le Regioni italiane riuscissero a fare quello che fa la Lombardia in termini di spesa sanitaria, di spesa pro capite, di organizzazione, di numero di dipendenti, si risparmierebbero ogni anno in Italia oltre 20 milioni di euro, altro che la spending review di Cottarelli. Per ridurre la spesa basta prendere la Lombardia come modello, perché, se si fanno le cose qui non si capisce perché dalle altre parti non si possano fare e siamo disponibili a far vedere a tutti come facciamo. La strada è questa: prendere la Regione Lombardia come benchmark e in questo modo avremmo risolto la gran parte dei problemi di cui si stanno occupando il Governo e il Parlamento ed è quello che dirò al premier Renzi, quando lo incontrerò in settimana”.

“Tutte le infrastrutture previste saranno realizzate. Le nebbie sono state diradate e le sono nubi scomparse. Guardo dunque con grande ottimismo al futuro”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, illustrando gli interventi, per quasi 800 milioni di euro, fatti sulle infrastrutture e sul sistema del Trasporto pubblico locale a un solo anno dalla sua proclamazione.

LA MOBILITÀ, TEMA CRITICO - “La mobilità è una delle criticità della nostra regione - ha spiegato Maroni -, per questo, prima ancora che si formasse l’attuale Esecutivo regionale, ho presieduto una riunione con tutti coloro che sono coinvolti sul tema, afferenti sia al settore privato che a quello pubblico”.

Il presidente ha anche spiegato che spesso sentiva chiedere se le opere si sarebbero fatte o meno.

“Ho trovato grandi dubbi e grandi resistenze da parte di certi ambienti - ha spiegato - quindi ho subito voluto sgombrare il campo da equivoci, dicendo che le infrastrutture previste si sarebbero fatte tutte, a partire da Pedemontana, Teem e Brebemi.

La mia determinazione ha risolto i dubbi che hanno continuato a esserci fino a quando non siamo arrivati al closing finanziario di Brebemi e Teem, cosa tutt’altro che scontata e fino a quando non abbiamo ottenuto la rassicurazione che la Pedemontana si farà tutta”. L’azione più importante, secondo il presidente, è stata proprio quella di creare la convinzione in tutti gli operatori che tutte le opere si sarebbero fatte.

UN LAVORO QUOTIDIANO, CRONOPROGRAMMI PROCEDONO SECONDO TEMPI - “Sono molto soddisfatto - ha detto il presidente -, perché abbiamo garantito i finanziamenti e dimostrato che tutte le criticità possono essere risolte. I cronoprogrammi, oggi, accertano la sostenibilità sia finanziaria che operativa delle opere”.

IL LAVORO COL GOVERNO - Maroni è poi tornato sul tavolo di lavoro congiunto con il Governo, che si è insediato settimana scorsa alla presenza del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, che “ha garantito che anche da parte del Governo ci saranno tutti finanziamenti richiesti. Ci riuniremo tutte le settimane per vedere se ci sono problemi e come risolverli”.

«VOGLIO SOSTENERE ANCORA DI PIÙ L’INNOVAZIONE»

“Non ho alcun rammarico, solo mi sarebbe piaciuto realizzare già nel primo anno di attività tutte le cose che abbiamo in programma e che faremo nel corso della legislatura”. Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha risposto, a margine della conferenza stampa sul primo anno di attività, a chi gli chiedeva se avesse qualche rammarico o se non fosse riuscito a realizzare qualcosa a cui teneva. “Al netto di alcune fisiologiche tensioni legate a singoli episodi - ha proseguito - non ci sono tensioni nella maggioranza, l’accordo politico funziona e abbiamo un grande obiettivo comune non solo alla mia maggioranza, ma a tutte le Istituzioni lombarde, che è la realizzazione di Expo”.

NEL 2014 CONTINUARE COSÌ - Per l’anno in corso, il presidente ha espresso l’intenzione di proseguire nella direzione della riduzione della pressione fiscale, del sostegno alle imprese e nella realizzazione delle infrastrutture. “In particolare - ha fatto sapere - ho intenzione di creare un fondo per sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo”. “L’innovazione - ha sottolineato - è la vocazione della Lombardia, qui dobbiamo investire, creando un fondo da un miliardo di euro, per sostenere questo settore”.

MARONI:TRATTENERE 75% TASSE OBIETTIVO SU CUI NON DEMORDO

“La possibilità che la Regione Lombardia possa mantenere risorse sul territorio superiori a quelle che trattiene oggi è una decisione riservata al Parlamento. Questa richiesta è stata avanzata già al precedente Governo, ma senza avere soddisfazione. La ribadiremo nuovamente all’attuale Governo. Questo è un obiettivo su cui non demordo”. Lo ha precisato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina a Palazzo Pirelli, rispondendo a una domanda dei giornalisti sull’obiettivo previsto dal programma di arrivare entro la legislatura a trattenere sul territorio il 75 per cento delle tasse prodotte in Lombardia.

IL MODELLO DELLO STATUTO DELLA REGIONE SICILIA - “La nostra - ha chiarito Maroni - è una richiesta legittima e sacrosanta, per superare una situazione che oggi è insostenibile; abbiamo un residuo fiscale, ovvero la differenza di quanto noi paghiamo in tasse allo Stato e di quanto ne riceviamo indietro, di 57 miliardi l’anno e pensate che abbiamo un Bilancio regionale di

23 miliardi. Per questo mi auguro che il Governo e il Parlamento, nell’opera di revisione costituzionale complessiva, tengano conto anche di questa richiesta, che è della Lombardia ma anche del Veneto e di tutte le altre Regioni del Nord.

Abbiamo di fronte un modello istituzionale a cui far riferimento, che è lo Statuto della Regione Sicilia, dove rimane il 100 per cento delle tasse pagate, mentre qui ne resta il 66 per cento. Mi si obietta che la Sicilia è una Regione a Statuto speciale? Bene, facciamo diventare anche la Lombardia una Regione a Statuto speciale. Questo è un obiettivo su cui non demordo e continuerò a far notare al Governo e al Parlamento la necessità e l’utilità che questo avvenga e la Zona economica speciale è un’iniziativa che va in questa direzione. E’ evidente che il confronto con il Governo è fondamentale, perché la decisione su questa sacrosanta e legittima richiesta è nelle mani del Parlamento e non della Regione Lombardia”.

Di seguito il dettaglio dei circa 800 milioni di euro per infrastrutture e trasporto pubblico locale investiti dalla Giunta regionale nell’ultimo anno:

- 527 milioni di euro per 63 nuovi treni, in servizio tra il2014 e il 2016;

- 115 milioni di euro per il collegamento ferroviario T1-T2 di Malpensa;

- 33 milioni di euro per oltre 300 nuovi bus ecologici entro Expo 2015;

- 1 milione di euro per taxi ecologici;

- 30 milioni di euro per il nuovo sistema di bigliettazione elettronica;

- oltre 20 milioni di euro per le agevolazioni tariffarie;

- 28 milioni di euro per riqualificare 27 stazioni ferroviarie;

- 7,7 milioni di euro per potenziare il sistema ferroviario della Valtellina;

- 7,5 milioni di euro per la nuova fermata ferroviaria di Como Camerlata;

- 6 milioni di euro per lo start up della metropolitana di Brescia.

La città dello sport - “Sono soddisfatto, perché mi pare che si vada concretizzando l’idea che abbiamo lanciato come Regione di avere sull’area del post Expo una Città dello sport con un nuovo stadio. E’ stata presentata una manifestazione d’interesse per la realizzazione dello stadio e questo significa che sta prendendo forma questa idea di realizzare su quell’area una città dello sport, con un nuovo stadio, una piscina olimpica e altre strutture”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, rispondendo a una domanda dei giornalisti nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina a Palazzo Pirelli.

CONFRONTO CON CONI SU COSA SERVE A MILANO - “Nei giorni scorsi mi sono sentito con il presidente del Coni, Giovanni Malagò - ha aggiunto Maroni - e anche lui ha espresso soddisfazione a riguardo. Tra l’altro domani incontrerò il presidente Malagò a un evento su Expo e sullo sport all’Arena civica e ne approfitterò per parlargli e confrontarmi su cosa Regione e Coni dovranno fare per dare concretezza a questa manifestazione d’interesse, perché voglio che sia il Coni a indicarci cosa serve a Milano e alla Lombardia in termini di impianti sportivi intorno allo stadio”.

Vicenda Aler - “Sono fiducioso che si troverà un accordo soddisfacente per entrambi entro la fine di marzo”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, rispondendo a chi gli chiedeva se si troverà la soluzione per gestire il patrimonio immobiliare dell’Aler e del Comune di Milano, mettendo insieme l’operatività, mantenendo però separati i patrimoni.

TRATTATIVA CHIUSA ENTRO 31 MARZO - “Ci siamo presi l’impegno di chiudere la trattativa entro il 31 marzo - ha spiegato Maroni - data entro la quale decideremo se ci sono le condizioni per fare una cosa diversa rispetto alla convenzione attuale che lega Comune e Regione fino al 31 dicembre 2015”. Maroni ha anche spiegato che, se non si dovesse trovare l’accordo, si applicherebbe la Convenzione (a regime dal 1 aprile), con un conseguente aumento di costi per il Comune.

TRAMONTATA IPOTESI NEWCO? - Rispondendo a una domanda circa la fattibilità o meno della nascita di una newco, il presidente lombardo ha detto che “probabilmente non sarà quello lo strumento, perché ne esiste un altro più efficace, meno costoso e meno complicato, non perché siano stati posti dei veti”.

“C’è un’ottima collaborazione tra Comune e Regione - ha aggiunto

- non solo fra Maroni e Pisapia. Ci sono un dibattito e un confronto aperti, perché ognuno cerca di mettere sul tavolo le condizioni più vantaggiose per sé. L’obiettivo comunque è quello di arrivare a una gestione comune delle case, oggi non è così e il sistema non funziona”.

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