Martedì 04 Marzo 2014

Habilita in campo per Schumacher:

le nostre macchine possono aiutarlo

Michael Schumacher in una foto d’archivo su una pista da sci

L’offerta è stata inviata qualche giorno fa, con una proposta ufficiale indirizzata direttamente a Stephan Chabardès, neurochirurgo del Centro ospedaliero universitario, servizio di Neurochirurgia e neuroscienze di Grenoble in Francia: il Gruppo Habilita di Zingonia ha illustrato, con documentazione dettagliata, tutta la sua capacità in campo riabilitativo per i malati in stato vegetativo e la possibilità di mettere a disposizione competenze e attrezzature ipersofisticate per la riabilitazione neurosensoriale di un paziente d’eccezione, Michael Schumacher.

Il campionissimo di Formula 1 è ricoverato a Grenoble dopo un gravissimo infortunio sulle nevi di Meribel, Alpi francesi, il 29 dicembre scorso, mentre stava sciando con il figlio. Ed è stato proprio il neurochirurgo Stephan Chabardès a operare Schumacher, nel tentativo di ridurre il gravissimo ematoma cerebrale riportato durante la caduta.

Schumacher da allora non ha più ripreso conoscenza: i medici non si sbilanciano su previsioni sul futuro immediato né a lungo termine. Dopo gli interventi chirurgici, Schumi è stato messo in coma farmacologico e soltanto a fine gennaio la manager del campione e portavoce della famiglia Sabine Khem aveva annunciato un progressivo alleggerimento della sedazione da parte dei medici. In sostanza, un’uscita «progressiva» dal coma farmacologico, che avrebbe dovuto portare al risveglio e alla valutazione dei danni causati dalla caduta sugli sci a Meribel. Ma le condizioni del grande campione sono rimaste sostanzialmente stabili, ma comunque invariate.

Ora dal mondo della sanità di Bergamo arriva un’offerta di aiuto per i colleghi di Grenoble che stanno curando Schumi. «Il nostro gruppo ha infatti a disposizione quattro macchine speciali, si chiamano Neurowave per la riabilitazione sensoriale delle persone in stato vegetativo e di minima coscienza – spiegano dall’Habilita -. Nella proposta inviata a Stephan Chabardès ci siamo detti disponibili a effettuare una dimostrazione in loco sia delle nostre attività riabilitative sia degli strumenti d’avanguardia a nostra disposizione. Ora attendiamo una risposta da Grenoble».

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