Giovedì 24 Luglio 2014

Hydra, presidio in Prefettura

contro la situazione in ospedale

Il presidio dei lavoratori Hydra in Prefettura
(Foto by Beppe Bedolis)

È durato circa un’ora, a partire dalle 9,30 il presidio dei lavoratori Hydra dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, giovedì 24 luglio.

Davanti alla Prefettura di Bergamo. in via tasso, una decina di lavoratori hanno nuovamente spiegato la loro situazione lavorativa, con ore non retribuite e mansioni non stabilite dal loro contratto.

I lavoratori del Consorzio Hydra, che gestisce il servizio di logistica pesante e leggera dell’Azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII, non sopportano più queste condizioni e, dopo sei giorni di presidio alla rotonda che si trova a pochi passi dall’ospedale cittadino, sono andati davanti alla Prefettura.

Il negoziato per l’adeguamento contrattuale ed economico procede da diversi mesi senza però offrire risposte concrete ai dipendenti. Con l’amara notizia arrivata nella mattinata: non è la società Hydra che deve occuparsi della modifica contrattuale dei lavoratori quanto, secondo ila società, l’azienda ospedaliera. Che specifica: «Il servizio fornito dalla società Hydra rientra tra quelli oggetto del contratto di concessione sottoscritto in data 28.07.2009. All’azienda Ospedaliera compete esigere la corretta erogazione dei servizi in concessione ed il rispetto delle tariffe stabilite, ma non ha titolo per inserirsi né nelle problematiche sindacali né nei rapporti contrattuali di lavoro delle società operanti all’interno della concessione stessa».

«Tuttavia, per l’importanza che riveste il problema dell’occupazione e della continuità dei servizi ospedalieri - continua l’azienda ospedaliera -, la direzione aziendale ha già attivato fin dal mese di dicembre 2013 una serie di azioni volte a migliorare il clima lavorativo, fare il punto della situazione con i referenti del concessionario Ges.Nob e di Hydra e sollecitare il massimo impegno per evitare dannose conflittualità che possono avere ripercussioni sulla qualità del servizio dato in concessione».

«Rispetto invece alla questione dei locali messi a disposizione dei lavoratori, lo spazio individuato dal concessionario, tra quelli a propria disposizione in cui ospitare gli spogliatoi dei lavoratori impiegati nella logistica non automatizzata, è solo una soluzione temporanea. Ci risulta che il concessionario Ges. Nob, sollecitato dall’azienda ospedaliera e dalle organizzazioni sindacali, abbia già preparato una proposta di modifica dell’area da adibire a spogliatoio definitivo».

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