Sabato 26 Novembre 2011

Il commosso ricordo della moglie
Rosario, un eroe della quotidianità

Era uscito di casa alla sera, per il turno di notte in fabbrica, come faceva sempre, fedele alla cartiera Cama che lo aveva accolto vent'anni fa nella sua grande famiglia, lui che dopo mille lavori saltuari era giunto dal Sud in cerca del tanto desiderato posto fisso.

Era uscito di casa senza sapere che sarebbe stata l'ultima volta, Rosario Spampinato. Quella di Rosario è una storia drammatica, uguale purtroppo a quella di tanti, troppi operai rimasti vittime del lavoro, eroi silenziosi della quotidianità.

Rosario Spampinato era originario della provincia di Catania. Aveva 50 anni. «Era venuto al Nord, in provincia di Bergamo – ricorda affranta dal dolore la moglie, Alessandra Giudici, bergamasca – circa vent'anni fa, proprio per cercare lavoro. In Sicilia aveva lavorato come operaio, come camionista, spesso aveva lavorato anche in nero, perché è inutile negarlo: là di lavoro non ce n'è, bisogna adattarsi. Così decise di trasferirsi e grazie a un cognato riuscì a trovare lavoro alla Cartiera Cama». Era l'inizio degli anni Novanta.

Rosario Spampinato lascia due figli: Giovanni, 19 anni, che lavora per un'impresa specializzata nella lucidatura e satinatura dell'acciaio inox, e Daniele, 12 anni, che va ancora a scuola.

La stessa famiglia di Rosario si è svegliata di soprassalto, alle 4,22. Il fragore dell'esplosione ha fatto tremare la loro abitazione. «Ho sentito un boato – racconta la moglie Sandra – e mi sono svegliata, spaventata. D'istinto mi sono alzata a controllare che mio figlio Daniele fosse a letto e che non gli fosse successo niente. Mio figlio maggiore Giovanni, non era in casa, perché era in trasferta di lavoro a Treviso. Ho pensato che lo scoppio fosse dovuto a un grosso petardo, così sono tornata a dormire. Non potevo sapere che proveniva proprio dalla cartiera. Poi sono venuti a chiamarmi...».

I funerali saranno celebrati lunedì alle 15 nella chiesa parrocchiale di Treviolo.

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a.ceresoli

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