Il Ducato brucia l’ex Gasometro Una storia tra il surreale e il ridicolo

Il Ducato brucia l’ex Gasometro
Una storia tra il surreale e il ridicolo

In occasione della tradizionale sfilata di Mezza Quaresima del 15 marzo il sodalizio orobico darà simbolicamente alle fiamme una delle aree più discusse della storia di Bergamo.

Per capire quanto sia assurda la vicenda basta un solo dato: Palafrizzoni l’ha venduta all’Inps a 6 miliardi di vecchie lire, l’istituto di previdenza è arrivato a valutarla 4,5 milioni di euro. In sostanza una valorizzazione del 50% senza battere ciglio né tanto meno mettere mano a quei 12 mila metri quadri di sterpaglie tra le vie Gavazzeni e Don Bosco alla Malpensata, a poche centinaia di metri da quella stazione della quale rappresenterebbe un naturale parcheggio. Altro che finanza creativa...

L'area dell'ex gasometro, alla Malpensata

L'area dell'ex gasometro, alla Malpensata

Nel 1992 Palafrizzoni l’aveva venduta all’Inps che voleva realizzarci la nuova sede comprensiva di quella dell’Inail, dal 1994 in poi sempre Palafrizzoni ha cercato in ogni modo di riaverla indietro in modo provvisorio ma anche definitivo, sempre con risultati pari a zero. E nell’impresa si sono cimentati sindaci e giunte multicolore, ministri e deputati: tutti rispediti più o meno garbatamente al mittente. Ora si parla di una possibile soluzione da semplice parcheggio a raso, dopo aver accarezzato per anni quella di un multipiano in project financing. Ma dopo più di 20 anni di tentativi a vuoto c’è poco da avere certezze. Bene fa il Ducato a dare fuoco all’area. Simbolicamente, anche perché sotto ci sono i serbatoi degli oli esausti e tutta una bonifica da fare. Ed è meglio non buttare benzina, pardon olio, sul fuoco.


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