Sabato 08 Febbraio 2014

«Io, casalinga, schiava delle slot»

In 7 anni si è mangiata 80 mila €

«La sera no: routine vuole che si stia tutti a casa. Tv, due chiacchiere e comunque sempre a casa. Meglio sarebbe al pomeriggio. Esci come per far la spesa, come per incontrare le amiche, come per andare al bar. Anzi no, al bar non ci vai che è meglio. Al bar giochi alle slot machine e ci perdi i tuoi risparmi. Meglio starne alla larga.

Ma se quei benedetti incontri di auto mutuo aiuto anziché farli sempre alla sera – così ti smascheri e il marito dopo una giornata tutta da riempire in libertà ecco, la sera ti preferisce a casa – se anziché la sera li facessero al pomeriggio, allora sì che forse uscirei da questa schiavitù».

Chi affida il suo futuro a un cambio d’orario è Simona, prepensionata della Bassa bergamasca. Nel gioco d’azzardo ha visto sparire «tra i 70 e gli 80 mila euro», confessa con lucida approssimazione. «Ho iniziato nel 2006 con pochi euro – spiega invitata a raccontare –. Perché? Non do la colpa a nessuno, penso per il troppo benessere. Parto con cinque, dieci euro poi ne ho messi fino a mille al giorno, è allora che ho toccato il fondo: non sapevo più a chi chiederli. Chiedi alle amiche e non ti gestisci più. Il brutto è questo: se esci di casa per recuperare i soldi che hai messo il giorno prima non vinci nulla. Ma quando non hai in testa di recuperare nulla, è allora che vinci 300 euro e allora non smetterai più».

Vizio o malattia? Simona se lo chiede e si risponde che «non è questo il tema. Il discorso è che finché ci saranno le slot nei bar, sarà la fine per i giocatori». Racconta che lei dalle sale vlt è da un po’ che ci sta alla larga: «Sono più compromettenti».

Marta Todeschini

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