Jobs act approvato, Renzi esulta: «È la strada per rilanciare l’Italia»

Jobs act approvato, Renzi esulta:
«È la strada per rilanciare l’Italia»

Quando il presidente della Repubblica firmerà i primi due decreti legislativi del Jobs act «chi è licenziato avrà tutele in più e sarà più facile assumere» Lo ha detto il premier, Matteo Renzi aggiungendo che «ne valeva la pena. È la strada per rimettere in moto il Paese»

«Superiamo l'articolo 18 e i co.co.co e i co.co.pro». Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo l'approvazione definitiva di due Dlgs attuativi, su tutele crescenti e Naspi, del Jobs act. «Oggi - ha sottolineato Renzi - è un giorno probabilmente atteso da molti anni per una parte degli italiani ma atteso da un'intera generazione che ha visto la politica fare la guerra ai precari ma non al precariato».

«Una generazione vede finalmente riconosciuto il proprio diritto ad avere tutele maggiori. Parole come mutuo, ferie, buonuscita, diritti entrano nel vocabolario di una generazione fino ad ora esclusa». Lo ha detto sempre Renzi alla conclusione del Consiglio dei ministri riferendosi al Jobs Act. «Circa 200mila nostri connazionali nella ridefinizione del lavoro parasubordinato nei prossimi mesi passeranno da co.co.co e co.co.pro a lavori a tempo indeterminato» ha aggiunto il premier.

Le norme sui licenziamenti collettivi non cambiano rispetto a quelle approvate dal Consiglio dei ministri che ha dato il primo via libera al decreto legislativo sul contratto a tutele crescenti. Lo ha sottolineato Renzi. «Il decreto parla poco di licenziamenti collettivi e molto di assunzioni collettive. Penso Italia stia ripartendo. Davvero questa è la volta buona».

«È un primo intervento solo parziale. Avremmo voluto un atteggiamento più coraggioso del Governo sulla effettiva abolizione delle forme di precarietà». Così il leader Cisl, Annamaria Furlan, sul Jobs act. Si è in attesa dei testi, «ma l'esultanza del presidente del Consiglio è assolutamente ingiustificata perché con queste norme cambierà poco e niente».


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