Sabato 15 Marzo 2014

«La patente è falsa». No, è vera

Pakistano assolto, vigili nei guai

Un’auto della polizia locale dell’Isola

Il documento era contraffatto. Anzi, addirittura un «modulo di fantasia», come certificato da apposita relazione tecnica della polizia: tanto da portare alla sbarra con le accuse di contraffazione di patente di guida internazionale e, conseguentemente, anche di guida senza patente, un pakistano di 32 anni, e farlo così finire a processo al tribunale penale di Bergamo.

Peccato che invece il documento in questione fosse autentico, come certificato in tempi quasi da record dalla stessa autorità che lo aveva emesso: nientemeno che da Islamabad, in Pakistan. Allo sbigottito giudice penale non è restato quindi altro che chiudere il caso già alla prima udienza di smistamento: con assoluzione perché il fatto non sussiste per l’imputato, difeso dall’avvocato Stefano Gozo, e restituzione degli atti alla procura della Repubblica per valutare eventuali conseguenze penali per gli autori della «relazione tecnica» che rilevava la falsità del documento e che aveva dato il via al processo.

Tutto risolto? Non esattamente: in sospeso resta ancora la restituzione della patente al pakistano, ancora sotto sequestro da luglio del 2012, e valutare poi i danni da lui subiti a causa di questo processo.

La vicenda risale al 4 luglio del 2012, e comincia come un normalissimo controllo stradale da parte degli agenti della polizia locale del Consorzio dell’Isola: siamo a Bonate Sotto, e A. R. R., pakistano di 32 anni, da pochi mesi in Italia, si trova alla guida di un Fiat Scudo intestato a un connazionale. Gli agenti controllano i documenti del veicolo e del conducente, e proprio su questi nasce il tutto: la patente internazionale pakistana di guida esibita dall’uomo non li convince affatto.

Leggi di più su L’Eco di Bergamo di sabato 15 marzo

© riproduzione riservata