Domenica 26 Aprile 2009

La Scuola Finanza ha retto al sisma
Merito di un ingegnere bergamasco

Ospita la direzione di comando e controllo del Sistema di Protezione civile all'Aquila - Di.coma.c in gergo tecnico - e dopo il terremoto vi sono stati trasferiti i principali uffici delle istituzioni pubbliche, in primis la Prefettura, ma anche la Questura, il Comune e l'Inps. E ora si sta pensando al complesso della Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza del quartiere Coppito come la possibile sede del G8 in programma per l'8-10 luglio. La Casa delle Istituzioni, come è stata ribattezzata dopo il sisma del 6 aprile, infatti, ha retto alle successive scosse che hanno tormentato la terra abruzzese ergendosi come baluardo della ricostruzione.

«Un sollievo», ammette Luigi Nusiner, ingegnere edile specializzato in strutture metalliche, originario di Roma, ma ormai a Bergamo dal 1962. Un sollievo, ma anche una soddisfazione per l'uomo che si è cimentato sui calcoli delle strutture metalliche che hanno permesso alla sede della Scuola di diventare il simbolo della rinascita dell'Aquila. Una notizia che non è certo trapelata da lui, schivo per natura, ma che è fortunatamente ugualmente giunta al giornale. «Sì, un sollievo - continua - perché significa che avevo fatto bene i calcoli e quindi il mio lavoro. È caduto mezzo mondo, ma la sede della Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza è rimasta lì». L'ha osservata in queste settimane durante le interviste del commissario capo Guido Bertolaso dal nuovo quartier generale della Protezione civile individuando con precisione gli edifici, gli spazi che per lungo tempo aveva studiato e ristudiato sulle tavole dei progetti. In particolare, Luigi Nusiner ha effettuato i calcoli delle strutture metalliche di 17 edifici dell'intero complesso progettato a partire dal 1986 e che nei sei anni successivi ha visto ultimare il primo lotto funzionale, esteso su circa settecentomila metri cubi.

PROGETTATI 17 EDIFICI DELLA SCUOLA
Le mura perimetrali della Scuola, che si snodano per oltre due chilometri, racchiudono un'area collinare di circa 45 ettari. Al suo interno si sviluppano gli edifici degli uffici di comando, della piazza d'armi, dell'auditorium, degli impianti sportivi, degli alloggi degli allievi e del nucleo polivalente. Alle spalle degli alloggi degli allievi sono collocate le aule didattiche e le sale della mensa, collegate con percorsi sopraelevati, ad arco vetrato progettati proprio da Nusiner. Nella parte alta si trovano gli alloggi del personale permanente, l'infermeria, l'autoparco e le centrali tecnologiche. «Per i miei calcoli ho osservato - conferma Nusiner, classe 1931, esperto di strutture metalliche grazie agli studi a Roma e Pisa - le norme antisismiche in vigore nel periodo di costruzione dell'edificio. Da allora la normativa è stata aggiornata. Ma questa è la dimostrazione che, quando ci si attiene alle regole, gli edifici reggono. Va detto che essendo un edificio costruito in acciaio aveva maggiori probabilità di resistere a forti scosse. Infatti le spinte sismiche sono proporzionali alla massa delle strutture in gioco. Cioè tanto più un edificio è pesante tanto maggiore sarà la spinta del terremoto su di essa. L'acciaio è più leggero e attutisce quindi la violenza delle spinte. Naturalmente stavamo progettando un complesso militare per cui dovevamo essere estremamente precisi. Conservo pochissimi faldoni nel mio studio poiché la maggior parte delle immagini erano sotto il segreto militare».
Nusiner, che ha condiviso lo studio con il figlio Enrico, vanta progetti in molte parti d'Italia e del mondo, dalla Francia alla Germania, fino agli Emirati Arabi. Tra i suoi progetti le strutture metalliche dell'hangar Alitalia dell'aeroporto di Fiumicino a Roma, ma anche il mercato dei fiori di Pescia in Toscana progettato con l'ingegner Cesare Pesenti, una struttura originale sospesa da funi di 100 metri per 100 metri. A Bergamo sono sue le strutture in cemento armato del primo nucleo dell'edificio «Jolly» di via Camozzi progettato dall'architetto Vito Sonzogni.

RISPETTATE LE NORME SISMICHE
La Scuola sottoufficiali, che ogni biennio ospita oltre tremila studenti, è anche il luogo che da tutti sarà ricordato per il dolore dei 205 feretri allineati nella piazza d'Armi il 10 aprile durante i funerali di Stato. Sempre nella sala del Comando della scuola si è svolto il Consiglio dei Ministri che ha sancito lo spostamento del G8 dalla Maddalena all'Aquila. E proprio il Campus della Guardia di Finanza potrebbe ospitare i grandi della Terra che si interrogheranno sulla gestione delle emergenze legate alle calamità. «Il 55% degli edifici dell'Aquila è stato ritenuto agibile - osserva poi Nusiner -: significa che metà degli edifici hanno sostanzialmente retto alla scossa. Molte case erano antiche, fatte di pietre e mattoni, quindi meno resistenti alle onde sismiche: per questo ci sono stati numerosi crolli. Sull'ospedale, va considerato che potrebbe essersi trattato di un'opera realizzata in più fasi in cui non è facile verificare il lavoro dei predecessori per chi continua il cantiere». «Aggiungo poi - conclude - che l'analisi di alcune parti dell'edificio per valutare se siano state rispettate le norme sismiche non è esaustivo. Un edificio è il frutto del lavoro congiunto di chi si occupa di calcolo, ma anche di progettazione, esecuzione, direzione lavori e collaudo. Se solo una di queste parti commette un errore ci possono essere conseguenze non prevedibili. Vanno quindi fatte verifiche dei vari aspetti e non solo della qualità dei materiali. Inoltre gli edifici con il tempo sono vittime dell'incuria e dell'"invecchiamento" per cui anch'io ho tirato un sospiro di sollievo quando ho avuto la prova provata che avevo fatto bene i calcoli».

fa.tinaglia

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