Sabato 30 Agosto 2014

La storia: l’addio ad Andrea

Il 13enne che rideva con gli occhi

Linaria Tonzigii, fiore unico al mondo, come lo era Andrea

«Chi lo sa se il mio posto è qui, o è solo una fatalità?». Max Pezzali cantava così in «Ci sono anch’io» - una delle sue canzoni più apprezzate - e queste sono le note che cullano la salma di Andrea Agostinelli, 13 anni, nel salotto di via Azzano (a Stezzano) in quella che era casa sua mentre parenti e amici gli portano l’ultimo saluto e mamma Pamela con papà Alberto ricordano il loro primogenito, scomparso mercoledì a causa di un arresto cardiaco.

«Max Pezzali era il suo cantante preferito - raccontano i genitori, provati ma orgogliosi di lui - e pensiamo proprio che il posto di Andrea era esattamente tra noi, ci ha scelto per farci crescere e capire a fondo la vita, non per fatalità».

Andrea ha subito gravi lesioni celebrali durante la gestazione, non ha mai camminato né parlato ma ha sempre dispensato gioia e amore per la vita. «Rideva con gli occhi, comunicava con un semplice verso. A scuola si esprimeva grazie ad un comunicatore mentre a casa si faceva capire in modo naturale perchè sapeva che noi l’avremmo capito». I genitori hanno deciso di donare gli organi di Andrea, sicuri che lui avrebbe voluto così, per darsi a qualcun altro e per dire a tutti, senza parlare: «Ci sono anch’io».

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