«Ditemi che Zachia si è salvata»
Il racconto disperato dell'amica

«Ditemi che Zachia si è salvata, ditemi che tornerà da noi». Erano queste le parole che Maryen, amica di Zachia Luchili, la diciannovenne di Bonate Sotto annegata nel Brembo, continuava a ripetere dopo il recupero della ragazza dalle acque del fiume.

«Ditemi che Zachia si è salvata, ditemi che tornerà da noi». Erano queste le parole che Maryen, amica di Zachia Luchili, la diciannovenne di Bonate Sotto annegata nel Brembo, continuava a ripetere dopo che i soccorritori si erano presi cura della ragazza appena recuperata dalle acque del fiume.

«Spero molto che la mia amica Zachia si salvi e ritorni tra di noi» affermava Maryen, 14 anni, continuando a cercare aggiornamenti sulle condizioni dell'amica dai carabinieri e dai volontari. «Ci conosciamo da pochi mesi - ha raccontato - ma siamo diventate molto amiche. Eravamo nel fiume, sembrava che non ci fossero pericoli, non sapevamo di questa buca profonda».

Attorno a lei c'era chi cercava di confortarla, dicendo che Zachia sarebbe riuscita a guarire e tornare a casa. Invece più tardi la notizia della sua morte è giunta a spezzare ogni speranza, marchiando di dolore una giornata che tutti pensavano di trascorrere serenamente nel parco del Brembo.

La famiglia di Zachia Luchili si è chiusa nel suo dolore. Un dolore che poteva essere ancora più grande visto che anche la sorella di Zachia, Fatima, ha rischiato di essere trascinata in acque profonde da un vortice. Fortunatamente Fatima si è sottratta alla morsa che poteva rivelarsi fatale. Encomiabile è stato l'intervento dei due giovani che hanno tentato di salvare Zachia: Sadek, marocchino e Ara, albanese. Purtroppo il loro coraggio e la perizia dei soccorritori non sono bastati.

Leggi di più su L'Eco di mercoledì 27 giugno

© RIPRODUZIONE RISERVATA