Laura Boldrini al Donizetti - Foto e video «La crisi si supera con l’aiuto di tutti»
Laura Boldrini a Bergamo

Laura Boldrini al Donizetti - Foto e video
«La crisi si supera con l’aiuto di tutti»

«La crisi non si supera se ognuno di noi non fa qualcosa per il Paese», così la presidente della Camera Laura Boldrini durante la sua visita a Bergamo. All’esterno del Donizetti ha trovato il «benvenuto» della Lega. All’interno invece tanti giovani.

Di Europa, inclusione e partecipazione ha parlato la presidente della Camera Laura Boldrini ai 500 studenti che al Teatro Donizetti hanno assistito alla sua Lectio magistralis nell’ambito della rassegna «Molte fedi sotto lo stesso cielo» organizzata dalle Acli.

Teatro pieno, mentre sul Sentierone e davanti a Palazzo Frizzoni la Lega Nord, con il capogruppo in consiglio comunale Alberto Ribolla e il segretario cittadino Massimo Bandera, manifestava il suo dissenso per la politica nazionale e comunale in tema di asilo con uno striscione con scritto «Ecco i nostri profughi» e una serie di sagome a rappresentare categorie di cittadini impoveriti, dai disoccupati ai senza casa.

Lectio Magistralis Presidente Boldrini

Posted by Molte fedi sotto lo stesso cielo on Sabato 24 ottobre 2015

Salutata dall’organizzatore della rassegna Daniele Rocchetti, dalla presidente delle Acli provinciali Rosa Gelsomino e dall’assessore alla cultura del Comune, Nadia Ghisalberti, la presidente della Camera è stata accolta da un lungo applauso. Approfondendo le «parole per ripartire» Laura Boldrini ha parlato di Stati Uniti d’Europa come unico modo per continuare a contare nel mondo e compiere il sogno di quei ragazzi degli anni ’40 che con il manifesto di Ventotene, in pieno conflitto mondiale «seppero intuire – ha affermato Boldrini – la necessità di un’impostazione politica totalmente diversa dal passato fatto di nazionalismi. Quelle stesse forze negative ora sono al lavoro – ha continuato – per disgregare quello che è stato costruito e distruggere la possibilità di completare il progetto di un’Europa Unita», unico modo – ha sottolineato – anche per gestire processi globali come le migrazioni e l’energia.

Tanti giovani al Donizetti per ascoltare Laura Boldrini

Tanti giovani al Donizetti per ascoltare Laura Boldrini

La presidente della Camera ha parlato poi di inclusione, facendo riferimento al rischio per la democrazia e la coesione sociale rappresentato dai processi in atto di impoverimento dei cittadini e di erosione della classe media e infine di partecipazione, esortando gli studenti a non delegare l’azione politica e a fare la propria parte per il Paese. Ha poi risposto alle domande degli studenti e si è intrattenuta con una rappresentanza di profughi richiedenti asilo presenti in sala e con un giovane atleta disabile, Federico De Riu.

Elena mi ha salutato con un abbraccio forte, con parole di speranza e di impegno. C'erano tantissime persone stamattina...

Posted by Laura Boldrini on Sabato 24 ottobre 2015

Terza donna presidente della Camera, dopo una vita passata sui confini più disperati dell’ingiustizia e dell’emarginazione come portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati. Ha ricevuto onorificenze e premi, tra cui Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica nel 2004 e Medaglia ufficiale della Commissione nazionale per la Parità e le Pari Opportunità tra uomo e donna nel 1999.

«La crisi non si supera se ognuno di noi non fa qualcosa per il proprio Paese, se ognuno di noi non se ne fa carico – ha dichiarato la presidente della Camera –. Perché non esiste una delega a una persona: un Paese è forte quando tutti i comparti e le componenti di quel Paese sono forti».«Anche una leadership è forte quanto più un paese è forte - ha aggiunto -. Guardate la Germania: c’è una leadership forte, un parlamento forte, lender forti, sindacati forti, associazioni forti. E il paese funziona».

Laura Boldrini a Bergamo

Laura Boldrini a Bergamo
(Foto by Bedolis)

Il Carroccio, su Facebook, aveva annunciato un presidio di fronte al teatro per accogliere la presidente della Camera. E così è stato: alcune decine di militanti hanno preparato sagome per ricordare che non esistono solo i problemi dei profughi, ma anche dei tanti bergamaschi che hanno perso il lavoro, che non arrivano a fine mese o che sono in lista per un alloggio. Nessun flash mob, come alla vigilia era invece stato ipotizzato.


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