Le primarie ribaltano gli equilibri
Bergamo, gli ex Ds in minoranza

Le primarie dell’8 dicembre - con un’affluenza boom di 34.530 votanti in provincia - non solo hanno incoronato leader il sindaco di Firenze, ma hanno ribaltato gli equilibri del partito. Per la prima volta il deputato bergamasco Antonio Misiani è in minoranza.

L’immagine plastica del cambiamento? Antonio Misiani che fa le valigie dall’ufficio. Sabato scade il suo mandato di tesoriere del Pd e domenica - all’assemblea nazionale a Milano - il nuovo segretario Matteo Renzi indicherà il successore alle casse dei democratici. Le primarie dell’8 dicembre - con un’affluenza boom di 34.530 votanti in provincia - non solo infatti hanno incoronato leader il sindaco di Firenze, ma hanno ribaltato gli equilibri del partito.

Per la prima volta il deputato bergamasco è in minoranza, «ma per me sarebbe stato peggio salire sul carro del vincitore senza convinzione e per opportunismo», dichiara sereno. Coerente con le sue posizioni(bersaniano di ferro prima, naturalmente cuperliano poi), si dice ancora «poco convinto del programma di Renzi», ma ammette: «Ha interpretato meglio quel segnale di cambiamento che è venuta dalla stragrande parte degli elettori del Pd. Onore al merito di quello che da oggi sarà il segretario di tutti noi, anche se lo misureremo sui fatti», commenta, quasi ad annunciare una possibile opposizione interna.

«Buon lavoro» è l’augurio a Renzi della «moderatamente cuperliana» Elena Carnevali e i complimenti arrivano da un altro uomo forte degli ex Ds sul territorio, il sottosegretario del governo Letta Maurizio Martina, già leader regionale dei democratici. Per lui una doppia sconfitta, visto che Gianni Cuperlo è stato scavalcato da Pippo Civati sia in Lombardia sia in Bergamasca.

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