«L’ho ucciso io in quell’albergo» Lunedì l’interrogatorio in carcere

«L’ho ucciso io in quell’albergo»
Lunedì l’interrogatorio in carcere

Sarà interrogata lunedì in carcere dal gip Raffaella Mascarino la 37enne marocchina che ha confessato di aver ucciso in una camera d’albergo a Trescore Hassan Mahsouri, connazionale trentenne. Sempre lunedì è in programma l’autopsia al Papa Giovanni XXIII.

«Sì, sono stata io a ucciderlo». Rahma, la trentasettenne marocchina senza fissa dimora e documenti, accusata dell’omicidio di Hassan Mahsouri, 30 anni di Trescore (connazionale affetto da distrofia muscolare col quale s’era incontrata già altre volte), lo ammette nel pomeriggio di venerdì 2 gennaio davanti agli inquirenti, rompendo un silenzio che durava da quasi una giornata.

Non s’era arroccata nel mutismo, non aveva mai neanche provato a difendersi. Piuttosto, la sua era una sorta di assenza: i carabinieri giovedì sera avevano provato a interrogarla, ma lei se n’era stata per tre ore con gli occhi persi nel vuoto, le domande dei militari che le scivolavano addosso. Tanto che alla fine il pm Fabio Pelosi ne aveva disposto il ricovero nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Alzano. È qui che venerdì la donna ha reso la sua confessione, al termine della quale sono scattati il fermo per omicidio volontario e il trasferimento nel carcere di via Gleno.

Per quale motivo abbia impugnato il coltello, probabilmente lo stesso che lui la sera prima s’era fatto dare alla reception dell’albergo La Torre di piazza Cavour a Trescore (gli era servito per tagliare una bottiglia di plastica da usare come «pappagallo» ed evitare i tragitti in bagno, viste le difficoltà a muoversi sulla carrozzina nell’angusta camera), resta ancora avvolto dal riserbo degli investigatori.

L'albergo Della Torre di Trescore in cui è stato ucciso Hassan Mahsouri

L'albergo Della Torre di Trescore in cui è stato ucciso Hassan Mahsouri

L’ipotesi che girava ieri è quella di una lite per futili motivi esplosa nella stanza 128. Mahsouri è stato trovato riverso nel letto con diversi fendenti all’addome, parecchio sangue sulle lenzuola e qualche schizzo alle pareti. Ma pure Rahma risultava aver riportato ferite. Una colluttazione? Così potrebbe sembrare. Non fosse che, a causa della malattia degenerativa da cui era affetto, il trentenne ultimamente faticava a muovere le braccia. Come potrebbe allora aver colpito la donna?

I carabinieri giovedì sera sul luogo dell’omicidio

I carabinieri giovedì sera sul luogo dell’omicidio
(Foto by FotoBerg)


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