Giovedì 07 Agosto 2014

«Ma a Torre Boldone non tutti la pensano come Sessa»

La Cà Matta, nel Parco dei Colli

«In merito all’intervento del Sindaco di Torre Boldone sulla vicenda dei profughi da ospitare alla Cà Matta, vorremmo, come gruppo di minoranza dello stesso comune di cui Sessa è primo cittadino, esprimere alcune considerazioni» scrive Pierangelo Tombini, coordinatore dell’associazione «Cittadini per Torre Boldone».

«Innanzitutto lo stesso confonde (volutamente?) i clandestini ed i migranti, da lui citati nell’articolo, con i profughi politici, come sono invece quelli che si ha intenzione di ospitare alla Cà Matta, ed inoltre fa riferimento a politiche immigratorie, prive di regole e pericolose, che nulla hanno a che vedere con l’ospitalità dovuta ai profughi politici, in forza di trattati internazionali che l’Italia ha sottoscritto e che i sindaci, che giurano di osservare la Costituzione, devono parimenti rispettare».

«Si può discutere se la Cà Matta possa essere una struttura idonea o no ad ospitare profughi politici, così come si può discutere sulle procedure seguite dal Parco dei Colli per informare i propri organismi, non si può invece mettere in discussione il dovere di solidarietà nei confronti di soggetti tutelati dal diritto internazionale. Sessa ha sicuramente vinto le ultime elezioni con un buon successo personale, ma ci teniamo a dire che buona parte della popolazione, e non solo quella che ha votato per la nostra lista, non la pensa come lui».

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