Sabato 15 Maggio 2010

Mondiali enduro, proteste ambientaliste
L'organizzazione: sistemeremo i sentieri

Nel prossimo weekend, nei comuni di Lovere, Costa Volpino, Rogno, Bossico, Cerete e Songavazzo, si correrà la 41ª «Valli bergamasche», storica competizione valida quest'anno anche per il campionato mondiale di enduro. Un appuntamento prestigioso sul piano sportivo, ma che è stato criticato dalle associazioni ambientaliste.

Da settimane il Wwf di Bergamo, il Museo civico di Scienze naturali e la sezione del Cai di Lovere e la sezione di Vallecamonica di Italia Nostra erano sul piede di guerra e aveva minacciando anche di chiedere l'annullamento della prova. Alla fine si è scovato un compromesso che garantisce l'organizzazione della manifestazione iridata e allo stesso tempo offre garanzie per il ripristino dell'ambiente e la sua tutela futura.

Venerdì sera a Lovere c'è stato l'incontro con gli organizzatori della manifestazione - il Moto Club Bergamo e i Comuni - e le associazioni hanno ricevuto ampie assicurazioni. Ma cosa ha scatenato l'offensiva degli ambientalisti? Per il Wwf il metodo utilizzato per organizzare questa gara non garantiva né i cittadini, né l'ambiente. La richiesta è che si individui al più presto un circuito riservato alle moto, all'interno del quale in futuro si potranno ancora organizzare le gare, ma mai più in boschi e sentieri normalmente utilizzati da chi va a piedi, a cavallo o in mountain bike.

Il secondo aspetto su cui il Wwf si è concentrato è quello del ripristino dei danni ambientali provocati dal passaggio delle moto per il mondiale. Il Moto club Bergamo, a garanzia di questi interventi, ha versato alla Comunità montana dei laghi bergamaschi 35 mila euro di cauzione.

Le associazioni non presenteranno dunque nessuna denuncia e tra una settimana potranno iniziare le gare. «Credo che saranno tre giorni di sport e di divertimento - conclude il sindaco di Lovere, Giovanni Guizzetti - che offriranno una vetrina unica a livello mondiale per il nostro comprensorio». Leggi di più su L'Eco di domenica 16 maggio.

m.sanfilippo

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