Multe notificate dopo 90 giorni
A Milano consumatori all’attacco

La vicenda è milanese, ma quasi sicuramente coinvolge diverse bergamaschi. Trattasi della valanga di multe che il Comune di Milano ha fatto recapitare ad automobilisti beccati soprattutto dagli autovelox, ma notificate 90 giorni dopo la data dell’infrazione.

Una procedura che Altroconsumo definisce illegittima. «Le multe notificate dopo 90 giorni dalla data dell’infrazione sono illegittime. Per questo abbiamo diffidato il Comune di Milano a proseguire con queste sanzioni in ritardo e ad annullare quelle già inviate e pagate dagli utenti. Se ne hai ricevuta una, fai ricorso al Prefetto». E sul sito di Altroconsumo è disponibile il form per il ricorso.

E chi ha già pagato? Il Comune deve annullarle, sostiene Altroconsumo. «Nonostante il codice della Strada sia dalla parte del cittadino, sono centinaia di migliaia ormai le auto multate per eccesso di velocità solo nel Comune di Milano, verificate tramite autovelox. E i numeri sembrano destinati a crescere come coloro che hanno già pagato queste sanzioni. Per questa ragione abbiamo inviato una diffida al comune di Milano in cui chiediamo di sospendere l’invio dei verbali di infrazione illegittimi e di annullare quelli già inviati e in molti casi già pagati dai cittadini. Chiediamo anche di annullare o sospendere le spedizioni dei verbali nei confronti di chi, avendo fatto ricorso al prefetto, non ha comunicato i dati del soggetto che si trovava alla guida del veicolo (secondo l’articolo 126-bis del Codice della strada)».

«Quella che, da subito, è sembrata un’operazione volta più a fare cassa sui cittadini che a tutelare la sicurezza stradale, ha suscitato diverse polemiche. In primis perché, a causa dell’elevato numero di violazioni rilevate, il Comune in molti casi invia la multa oltre il termine dei 90 giorni previsti dal codice della Strada. Contrariamente a quanto previsto dalla normativa, infatti, il Comune ha deciso di calcolare il termine dal giorno in cui la foto viene visionata dai funzionari, anziché dal giorno dell’accertamento fotografico. Così, se l’incaricato di individuare targa e proprietario ha preso in mano la foto dopo 60 giorni dall’infrazione, i 90 giorni sono stati fatti scattare da questo momento».

« L’unica eccezione è in quei casi in cui siano necessari ulteriori accertamenti per individuare il proprietario (per esempio se l’auto è intestata a una società di leasing, è stata venduta o il proprietario ha cambiato residenza): solo in questo caso i 90 giorni decorrono dall’accertamento, ma si tratta di casi eccezionali».

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