Lunedì 03 Marzo 2014

Non crolla solo Pompei

La biblioteca «Girolamini» di Napoli

Ieri è crollato un altro pezzo di Pompei. La colpa è sempre del maltempo. Se ci spostiamo a Roma e clicchiamo largo Argentina vi uscirà colonia felina. Forse qualcuno sa che esattamente in quel luogo fu pugnalato Giulio Cesare? Nessun cartello, indicazione, spiegazione. Ignorato dai ciceroni occupa le cronache per le gattare. Quando per un attimo l’Italia si sveglia dal letargo è perché arriva la magistratura.

Alla biblioteca Girolamini di Napoli mancano ancora all’appello circa 1.300 libri. Sono stati trafugati due anni fa dal direttore Marino Massimo De Caro. Incredibile ma vero. Chi l’ha nominato a presiedere la seconda biblioteca più antica d’Italia, monumento nazionale?

Al ministro pro tempore Giancarlo Galan che l’aveva come suo consulente, il De Caro ebbe a dire: «Sarò la tua ossessione». Al che il ministro rispose: «Massimo, per le biblioteche hai carta bianca». Nell’ordinanza di custodia cautelare notificata al direttore si legge che i libri antichi «venivano trasferiti da Napoli a Verona per essere poi spostati in altre regioni d’Italia e all’estero» da una «vera e propria organizzazione criminale che ha in Marino Massimo De Caro il capo e promotore», e si evidenzia «la facilità con cui i libri uscivano dall’Italia per essere consegnati, ad esempio, a case d’asta straniere...».

La disattenzione al patrimonio artistico è il peccato originale. Il reparto speciale per il recupero delle opere d’arte dei carabinieri tappa i buchi e mette a tacere la coscienza nazionale. George Clooney celebra i Monuments men americani. Ma ai carabinieri eredi di Rodolfo Siviero chi ci pensa?

Alberto Krali

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