Non facciamoci rifilare assegni falsi Ecco cosa fare se abbiamo dubbi
Un assegno sotto la luce uv

Non facciamoci rifilare assegni falsi
Ecco cosa fare se abbiamo dubbi

Dobbiamo vendere la macchina o la moto e l’acquirente vuole pagarvi con un assegno circolare? Ecco qualche consiglio per evitare di fare la fine di Davide, al quale il truffatore ha raccontato di essere di Zogno.

Il primo controllo da fare è sulla carta: se è troppo fine o troppo spessa gatta ci cova. Poi bisogna guardare l’assegno in controluce, magari con una piccola torcia led, per vedere se è presente la filigrana, un po’ come accade per le banconote. Infine - con un investimento online anche di pochissimi euro - è utile armarsi di una piccola torcia a ultravioletti, che oltre alla filigrana evidenzia dettagli che rendono unico un assegno vero (nella foto grande in alto).

In caso di dubbi gli esperti consigliano comunque di prevenire: l’ideale è andare in banca con l’acquirente e assistere alla preparazione dell’assegno circolare. Se questo non è possibile, per verificare che l’assegno non sia falso bisogna chiamare la nostra banca e

Una torcia uv acquistabile con pochi euro

Una torcia uv acquistabile con pochi euro

chiedere di verificare il «bene emissione» per l’assegno: la banca si informa riguardo l’esistenza e l’emissione dell’assegno, verificando che non sia falso (certifica insomma il «benemesso»). Talvolta è utile farsi mandare una copia dell’assegno circolare prima dell’appuntamento e verificarne l’autenticità .

E se la banca non è aperta quando si incontra l’acquirente? Meglio rimandare per evitare fregature. Attenzione comunque, perché un assegno circolare può essere falsificato scannerizzando un assegno circolare vero: quindi va bene verificata la carta, come descritto sopra.

Esistono interessanti app per il nostro palmare, come iAssegni che verifica l’esistenza delle coordinate bancarie anche per gli assegni normali. Altre utili guide si trovano online

Assegno circolare, qualche precisazione
A differenza di un assegno bancario, che potrebbe risultare scoperto, l’assegno circolare ci da la certezza dell’effettiva presenza dei soldi. La banca infatti emette un assegno circolare solo quando l’importo dell’assegno è realmente disponibile sul conto corrente.

L’assegno circolare non può essere emesso senza il nome del beneficiario. In altre parole, non può essere «al portatore». Ha durata di tre anni per il ricevente e dieci per il richiedente e non è necessario avere un rapporto di conto corrente con la banca emittente.

L’assegno circolare deve contenere: il nome della banca emittente; la firma della banca emittente; la denominazione «assegno circolare» con la la promessa da parte della banca di pagare al momento della presentazione; il nome del beneficiario; data e luogo di emissione.


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