Giovedì 06 Marzo 2014

Non pagò il debito, massacrato

«Per me ha imparato la lezione»

L’abitazione di Maurizio Morabito in via Europa 24 ad Almè
(Foto by FotoBerg)

Mentre la polizia è alla ricerca dell’unico latitante nell’inchiesta della Dda di Milano sulla ’ndrangheta della Brianza, emergono altri dettagli sul ruolo di Maurizio Morabito, sfuggito martedì 4 marzo ad Almè alla cattura, all’interno dell’organizzazione.

Un ruolo di primissimo grado: il gip nell’ordinanza lo definisce il braccio destro del capo Giuseppe Pensabene. Un uomo che non si tirava indietro nel caso fosse necessario passare alle maniere forti con i clienti che non saldavano i propri debiti.

Nelle carte dell’inchiesta emerge un inquietante pestaggio il 9 luglio 2012 ai danni di Giuseppe De Marinis, ex presidente della Nocerina, che avrebbe dovuto restituire 46.400 euro. Vista l’impossibilità di quest’ultimo a rispettare gli impegni, l’organizzazione lo spinge a cedere un credito che lo stesso vantava nei confronti di un altro imprenditore.

Morabito, insieme ad altri quattro complici, invita con una scusa De Marinis nell’appartamento milanese del secondo imprenditore, dove viene picchiato a sangue: nelle intercettazioni si parla addirittura di una lesione alla retina, che però, gli investigatori non hanno potuto riscontrare.

Morabito ne parla il giorno stesso al suo capo Pensabene e agli altri sodali in un ufficio di Seveso dove la banda aveva il suo quartier generale, senza sapere che la polizia stava ascoltando tutte le loro conversazioni. Morabito è convinto che De Marinis abbia «imparato la lezione». Morabito ora è ricercato in tutta Europa, si sospetta che sia in Austria.

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