Lunedì 04 Agosto 2014

«Follia i clandestini alla Cà Matta»

Blitz al Parco dei Colli: no all’uso

Leghisti al presidio

Stato maggiore leghista presente in forze nella serata di lunedì 4 agosto alla Cà Matta di Ponteranica, struttura del Parco dei Colli. In testa il segretario federale Matteo Salvini, quello provinciale Daniele Belotti e il coordinatore dei sindaci Giovanni Malanchini. Tutti per protestare contro la decisione di concedere gli spazi ai rifugiati politici in arrivo.

«Semplice follia pensare di portare degli immigrati clandestini in una struttura come questa, riservata ai bambini, alla natura e all’ambiente» ha tuonato Salvini davanti alla platea leghista. «Piuttosto la occupiamo noi con 25 disoccupati bergamaschi che ne avrebbero più diritto e la tratterebbero meglio».

E in mattinata al Parco dei Colli c’è stato un blitz in piena regola: assente il presidente Lucio Marotta, il suo vice ha convocato la seduta del Consiglio di gestione. La seduta è andata deserta e pertanto «si nega ogni utilizzo della struttura Centro Parco Cà della Matta». Firmato il vicepresidente Santo Giuseppe Minetti. Già vicesindaco leghista di Ponteranica.

Che il Minetti fosse assolutamente contrario alla concessione della struttura di Ponteranica per ospitare rifugiati politici non era un mistero: sabato 2 agosto, insieme al sindaco di Torre Boldone Claudio Sessa e ai vertici provinciali della Lega si era espresso in modo assolutamente negativo.

E così nella mattinata di lunedì 4 agosto Minetti ha convocato sua sponte il Comitato di gestione. Una forzatura? Mica tanto, considerato che il presidente del Parco dei Colli, Lucio Marotta era fuori Bergamo. Circostanza confermata dal diretto interessato, contattato telefonicamente.

Una seduta indetta da MInetti «in ordine alla richiesta da parte del Comune di Bergamo nella persona dell’assessore Carolina Marchesi, per il nulla osta alla messa a disposizione da parte del Parco dei Colli della Cà Matta, al fine di acquisire una formale adesione da parte dei consiglieri». Ma alle 12,30 di lunedì 4 agosto non si è visto nessuno: «La seduta è andata deserta, e pertanto attenendomi a quanto previsto nell’atto di concessione in gestione alla Cooperativa Solco del centro Cà Matta, in particolare all’articolo 5 che tra gli obblighi del gestore indica “utilizzare la struttura e le sue pertinenze per le finalità cui la stessa è destinata, considerandola un luogo di accoglienza e presidio della zona, organizzato per dare ospitalità, pernottamento e informazione ambientale e altri servizi connessi alla fruizione del territorio contiguo e alla presenza dell’area protetta”».

Di conseguenza, in assenza di un orientamento da parte del Consiglio di gestione «si nega ogni utilizzo della struttura per usi che non siano previsti dal citato atto in attesa di determinazioni a riguardo» da parte del Consiglio medesimo.

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