Sabato 02 Agosto 2014

Belotti: chiarezza sul caso Cà Matta o dimissioni del presidente Marotta

Daniele Belotti
(Foto by Foto Colleoni)

«Ma il ministero dell’Interno e la Prefettura hanno fissato un numero limite di pseudo profughi imposti alla nostra provincia?». Lo chiede il segretario provinciale della Lega Nord dopo la notizia dell’arrivo di un’altra quarantina di clandestini che il Prefetto vuole ospitare alla Cà Matta di Ponteranica.

«Cominciamo – sottolinea Belotti - a sgomberare il dubbio sul diritto di asilo politico: finora la maggior parte dei profughi, o pseudo tali, arrivati in Bergamasca provengono da Gambia, Mali, Senegal, Nigeria, paesi che, pur essendo caratterizzati da sempre da una situazione politica difficile e spesso violenta, non vivono situazioni di guerra vera e propria. Quelli che una volta erano semplicemente clandestini ora sono tutti profughi? I clandestini venivano condotti nei Centri di identificazione espulsione (Cie) ora invece vengono ospitati in alberghi e case vacanze a 40 euro al giorno. Pagati dai contribuenti, ormai prosciugati, italiani».

«Finora nella nostra provincia sono state utilizzate strutture della Caritas e della Curia, ma se ora si vanno ad occupare anche immobili di proprietà pubblica non si può non avere il consenso degli enti locali. Se dovesse ricapitare quanto si è visto in alcune strutture (vedi hotel Bonanza di Bianzano), devastate dai “profughi” negli anni scorsi, chi si prenderebbe l’onere di pagare i danni?»

«In merito all’utilizzo della Cà Matta di proprietà del Parco dei Colli sarebbe molto grave se fosse confermato quanto dichiarato dal Vicepresidente del Parco Santo Minetti, ovvero che il presidente Lucio Marotta ha concesso il nulla osta all’accoglienza dei “profughi” senza aver interpellato il proprio Comitato di Gestione che rappresenta tutti i comuni aderenti all’Ente Parco. In tal caso la Lega non esiterebbe a chiederne le dimission»i

«Riguardo all’accoglienza continua, e costosissima, di clandestini – ricorda Belotti – la Lega ribadisce la sua netta contrarietà ad ospitare nei comuni dove amministra i “profughi”: non possiamo permetterci di spendere 40 euro al giorno per i migranti quando alla nostra gente siamo costretti anche a tagliare i contributi per i disabili».

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