Per le Province un futuro incerto
L’unica certezza? Grande confusione

Allo stato attuale sembrerebbero a rischio molti servizi, negli ambiti più diversi: dai servizi sociali a quelli scolastici, da quelli legati al mondo del lavoro a quelli legati al mondo dei trasporti. Viaggio nel ginepraio di leggi tutte da definire.

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Bergamo

Da una pila di carte sulla scrivania, Benedetto Passarello tira fuori un articolo dell’edizione palermitana de «La Repubblica». Le prime righe parlano di bambini ciechi e sordi rimasti senza l’assistenza pomeridiana di un insegnante, di un trasporto disabili mai partito, di manutenzioni a zero per gli istituti superiori. Il motivo? Erano le Province a garantire quei servizi, ma ora, commissariate e prive di risorse, non riescono più a portare avanti la gestione, mentre attendono la riforma che dovrà essere varata dalla Regione Sicilia.

La citazione non è casuale: secondo Passarello, tutto ciò «rischia di essere solo un’anticipazione dello scenario che ci aspetta tutti». Lui, siciliano trapiantato nella Bassa, dal 2009 è direttore generale della Provincia , e ora snocciola a memoria articoli, commi e proposte di emendamenti della tormentata vicenda del riordino delle Province.

Sociale, ambiente, cultura: sono alcuni settori di cui oggi l’ente si occupa, non per competenze proprie, ma per delega del Pirellone. E uno dei punti cruciali da definire sarà proprio chi, e con quali modalità, se ne farà carico in futuro: pare che la scelta delle Regioni potrebbe pure essere di lasciare queste funzioni alle Province, ma il tema per ora è tutto da disegnare.

Altro esempio: l’edilizia scolastica. La gestione delle scuole superiori passerebbe ai Comuni che le ospitano, «che poi possono però richiedere alla Provincia di continuare a occuparsene – dice il direttore -. Quindi: la Provincia deve fare la ricognizione delle proprietà in ogni singolo paese, per passarle ai Comuni. Poi il Comune si accorge di non farcela, e chiede alla Provincia di gestirle in convenzione. Così bisogna fare una serie di conti e redigere un accordo. Triplo lavoro».

Incertezza tra i dipendenti

Leggi su L’Eco in edicola mercoledì 19 febbraio l’inchiesta dedicata alle ricadute sul territorio della «cancellazione» delle Province

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