Venerdì 10 Febbraio 2012

Permessi di soggiorno cari:
sindacati, protesta in Prefettura

Sia fuori dalla Prefettura, con striscioni, volantini e bandiere, sia all'interno del palazzo, incontrando il capo di gabinetto, Clemente Di Nuzzo. Cgil, Cisl e Uil di Bergamo hanno manifestato la propria contrarietà alle nuove regole per i permessi di soggiorno, introdotta con il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 6 ottobre scorso (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre).

Anche a Bergamo, come davanti alle Prefetture di tutto il Paese, dalle 16 alle 17 si è tenuto un presidio contro la sovrattassa sui permessi di soggiorno (dai precedenti 72,12 euro il contributo è stato portato a 152,12 o addirittura a 272,12 euro), e a favore di una revisione della loro durata per chi abbia perso il posto di lavoro.

«Il presidio che si è svolto oggi a Bergamo come davanti a tutte le Prefetture italiane - ha detto Orazio Amboni del dipartimento welfare Cgil di Bergamo all'uscita dalla Prefettura - è stato un momento importante per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e del Governo sulla necessità di modificare rapidamente le norme che regolano i permessi di soggiorno, il loro costo e la loro durata»

«Come sindacati abbiamo consegnato al capo di gabinetto il documento con le nostre richieste e abbiamo sottolineato come a Bergamo siano numerosi i migranti che col loro lavoro contribuiscono quotidianamente allo sviluppo dell'economia e al benessere delle famiglie, specie di quelle che necessitano di assistenza. Tra i lavoratori licenziati a causa della crisi economica sono numerosi (più di 1.700) i lavoratori immigrati che rischiano di dover interrompere il loro percorso di inserimento nella realtà della nostra provincia; per loro e per i loro familiari bisogna modificare i tempi di scadenza dei permessi di soggiorno consentendo di permanere per una ricerca attiva di un nuovo posto di lavoro. Su questi temi il rappresentante della Prefettura si è dichiarato sensibile, si è impegnato a trasmettere al Governo nazionale una relazione con le richieste di Cgil, Cils e Uil e ha confermato la disponibilità della Prefettura bergamasca a proseguire la pratica di confronto e cooperazione che ha fin qui caratterizzato l'operato dell'Ufficio di Governo per il processo di integrazione dei cittadini stranieri che vivono nel nostro territorio».

r.clemente

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