Prelievi sospetti negli uffici postali Scoperto giro da 75 milioni: 81 indagati

Prelievi sospetti negli uffici postali
Scoperto giro da 75 milioni: 81 indagati

L’operazione è partita da alcuni movimenti notati dai Carabinieri del Veronese in un ufficio postale a Cerea. Scoperto un sistema fraudolento che ingannava l’Erario: arresti anche a Bergamo.

Sono residenti nelle province di Verona, Brescia e Bergamo le 12 persone, arrestate dai Carabinieri di Legnago (Verona) a conclusione dell’operazione «Black Money» che ha scoperchiato un sistema di riciclaggio e autoriciclaggio messo in atto da società cooperative; per dieci di loro è stata disposta la misura dei domiciliari. L’indagine, culminata lo scorso 21 febbraio con l’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere e 17 perquisizioni eseguite con il supporto dei militari dei Comandi provinciali di Verona, Brescia e Mantova, era iniziata nel novembre 2016, quando i Carabinieri di Cerea (Verona) avevano notato numerose persone intente a prelevare quotidianamente somme di denaro da alcuni uffici postali.

L’attività investigativa ha fatto emergere che gli amministratori di sei società cooperative, costituite complessivamente da 300 soci-dipendenti, attraverso un fraudolento meccanismo di false fatturazioni operato con la complicità di altre società, hanno ingannato l’erario, ottenendo falsi crediti, che venivano successivamente compensati con i tributi Inps. Gli indebiti guadagni successivamente venivano versati su conti correnti di 18 società di comodo, le cosiddette «cartiere», spesso con sedi fittizie le quali a loro volta utilizzavano una fitta rete di persone che prelevavano il denaro per consegnarlo «pulito» e in contanti agli amministratori delle coop. L’indagine ha rilevato responsabilità penali su 81 persone per riciclaggio e autoriciclaggio per 75 milioni di euro. Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati complessivamente 205mila euro in contanti.

Sono 18 le cooperative coinvolte nell’operazione: di queste, 6 hanno sede a Milano e operavano fornendo manodopera nel settore delle pulizie, ecologia e macelleria e sono soggette a un vorticoso turn over (apertura e chiusura nel giro di brevi periodi). Ungheria, Croazia, Malta e Cina erano, come accertato, i paesi destinatari del flusso di denaro oggetto di riciclaggio. L’ indagine, avviata dai carabinieri scaligeri, ha avuto il supporto della Guardia di Finanza di Verona che ha approfondito i profili di natura fiscale, facendo emergere il vorticoso giro di denaro. I soldi, come tra l’altro scoperto nell’inchiesta, erano prelevati in contanti anche da disoccupati.


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