Ramadan, festa al palazzetto
E a Villongo scoppia la polemica

Villongo si è diviso sulla scelta dell’amministrazione comunale di concedere il palazzetto alla festa della comunità musulmana, tra chi sostiene che non c’è problema, chi sostiene che ce n’è eccome e chi invece grida al complotto perché dal municipio nessuno aveva fatto sapere nulla della cosa.

Ramadan, festa al palazzetto E a Villongo scoppia la polemica
Ramadan a Villongo

Mohamed Maltof, nato a Casablanca e residente a Villongo da più o meno un quarto di secolo, il 26 luglio con moglie, figlio fresco di maturità e gli altri due, gemelli, che fanno le superiori, ha visto i fuochi di Sant’Anna insieme a qualche altro migliaio di villonghesi. Il lunedì - era il 28 - la mattina presto è entrato al palazzetto dello sport comunale insieme a un altro mezzo migliaio di cittadini musulmani un po’ da tutti i paesi del Basso Sebino e, con loro (donne e bambini compresi) ha festeggiato, con un piccolo banchetto, la fine del Ramadan.

Verso le 9 sono arrivati - invitati - il parroco don Cristoforo e il vicesindaco Danilo Bellini in rappresentanza del sindaco Ori Belometti che non poteva. I due hanno portato il saluto uno della comunità parrocchiale e del vescovo Francesco Beschi, l’altro della comunità civile di Villongo. Verso le 11 è finito tutto, la fiumana ha lasciato il palazzetto in ordine, saluti e abbracci, tutto finito.

E invece no. È bastato un post ed è scoppiato il caso che da allora si trascina sui social network e «dal vivo» un po’ in tutto il Basso Sebino. Un unico commento «postato» sulla bacheca di «Sei di Villongo se...» dal consigliere di minoranza Virginio Colosio, ex assessore nella Giunta guidata dall’ex sindaco Lorena Boni (Lega Nord). Colosio ha buttato lì: «28 luglio 2014... Data da ricordare per un evento storico a Villongo ... Festa per la chiusura del ramadam!!!». Che poi si dica Ramadan con la «enne» finale poco importa, perché s’è capito di cosa si trattava. E tanti, tantissimi, hanno detto e stanno dicendo la loro.

Il paese si è diviso sulla scelta dell’amministrazione comunale di concedere il palazzetto alla festa della comunità musulmana, tra chi sostiene che non c’è problema, chi sostiene che ce n’è eccome e chi invece grida al complotto perché dal municipio nessuno aveva fatto sapere nulla della cosa.

Leggi di più su L’Eco di Bergamo del 15 agosto 2014

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