Domenica 29 Dicembre 2013

Sartirani: critiche confutabili

Ma ora si pensa a Italia 2019

Bergamo era candidata a Capitale europea della cultura 2019

«Ho comunicato le motivazioni della giuria al Consiglio direttivo, ci confronteremo e decideremo come impostare il lavoro futuro. Una cosa, però, la devo dire: alcune critiche sono legittime, altre sono decisamente confutabili».

L’assessore alla Cultura Claudia Sartirani - che nella corsa al titolo di Capitale europea della cultura ci ha messo l’anima e ancora pensa che non tutto sia perduto (è nato il cartello Italia 2019 e Bergamo vuol farne parte. Le 21 candidate al titolo si sono attivate per non disperdere il lavoro fatto in questi anni, in attesa che dalla short list emerga la numero uno) - invita i bergamaschi a «leggere il dossier» pubblicato sul sito di Bergamo 2019, convinta che in quelle 90 pagine ci siano le risposte che la commissione giudicatrice non ha voluto trovare. In primis la dimensione europea, che a detta dei giurati difetta.

«Tutto il dossier è in rete con la Ue, e ogni singola disciplina citata nel documento ha connessioni con l’Europa - dice Claudia Sartirani -. Le iniziative sui Tasso, e quelle dell’Accademia Carrara con i musei europei, il Kilometro verde e tutti i progetti dedicati alle energie rinnovabili, per non parlare dei progetti legati al binomio arte e scienza».

Quanto alla partecipazione mancata da parte della cittadinanza, allo scarso coinvolgimento lamentato dalla giuria internazionale, «questo è il punto più condivisibile - ammette l’assessore alla Cultura -. Il territorio si è scaldato tardi, forse si poteva fare di più oltre ai tavoli, alle riunioni e all’ iniziativa online della Bergamo open mapping, ma chiediamoci se questa città e il suo territorio sono pronti a portare avanti sfide come questa, se c’è reale volontà di partecipazione. Qui serve un cambiamento di mentalità, una rivoluzione culturale, un cambio di passo».

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