Lunedì 09 Dicembre 2013

«Sparano a trans e prostitute»

Allarme a Filago e Brembate

Prostitute in strada

«Non solo a Verona, ma anche a Bergamo sparano contro trans e prostitute». Lo scrive la Fondazione Gedama Onlus di Ponte San Pietro di cui è presidente don Gianpaolo Carrara . La segnalazione è dell’Unità Strada/e «Libera».

«L’Unità - si lege nella nota - percorre dal 1998 le strade di Bergamo e Provincia per instaurare una relazione significativa con le persone costrette o meno alla prostituzione con l’intento di accompagnarle verso una liberazione dalla schiavitù comunque della prostituzione e una rinascita personale almeno a una vita normale».

«Questa settimana alcune ragazze della zona di Filago e

Brembate ci hanno riferito di aver avuto una grande paura quando, da una macchina, forse guidata da giovani, sono partiti degli spari diretti a loro. Sono state colpite da una scarica di palline di gomma che le ha colpite in più parti del corpo procurando dolore e per fortuna non arrecando dei guai peggiori».

«Le ragazze non sapevano cosa fosse quello sparo ma hanno visto come una grande pistola, il fuoco che usciva e si sono spaventate alquanto per lo sparo. Hanno riferito che non è la prima volta che succede. E’ già capitato anche lo scorso anno e varie volte. Loro non hanno avuto il coraggio di chiedere aiuto alle Forze dell’Ordine, hanno paura, spesso alcune non hanno i documenti. Ne han parlato solo con noi dell’Unità di Strada/e quasi a liberarsi di una paura appena vissuta e di un pericolo scampato».

«Oltre alla paura - prosegue la nota - abbiamo colto, nel dialogo con le ragazze, un grande dispiacere nel vedere gente probabilmente giovane come loro che non ha alcun rispetto e non comprendono il dramma della loro situazione. Sparare non è come hanno fatto altri giovani, in altre occasioni, sfrecciare in macchina e, giù i finestrini e con la bottiglia della birra in mano, gridare : Puttane . Sparare non è, come hanno fatto altri per combinar bravate, lanciare palloncini d’acqua alle prostitute. Sparare fosse anche con armi non da fuoco, è molto di più che derubare le ragazze del guadagno comunque sofferto di una serata in strada, come capita loro spesso. Sparare è quasi anche di più che violentare le ragazze di strada come fanno alcuni clienti che non cercano solo sesso. Sparare “è voler far sparire nel nulla chi già è stato rinchiuso in una schiavitù forzata e relegata ai margini delle strade. E’ non comprendere il dramma di giovani donne, della stessa età di chi compie questi ignobili atti, che se in strada, prevalentemente già sono vittime di qualche sfruttamento nella brutta realtà della prostituzione».

«Si può sparare e uccidere in tanti modi : questo che è avvenuto è uno dei peggiori perché chi è colpito è gente giovane e anche se non è stata ferita gravemente nel corpo ha riportato una profonda ferita nella sua dignità di persona e nel suo cuore».

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